L’andamento della pressione fiscale

La pressione fiscale è il rapporto tra le entrate (tributarie e contributive) e il Prodotto Interno Lordo.

Nel 2021 la pressione fiscale ha raggiunto il 43,5 per cento, in crescita rispetto al 42,8 per cento dell’anno prima.

Si tratta del valore più alto dal 1995, ma, in realtà, scorporando le agevolazioni fiscali che sono aumentate, la pressione fiscale effettiva è aumentata di poco, dal 41,4 al 41,8%.

Nel Documento di Economia e Finanza è ben specificato: la pressione fiscale non è rappresentativa del peso fiscale che grava effettivamente sui contribuenti. Infatti, nella contabilità dello Stato alcune agevolazioni fiscali sono classificate come spesa pubblica ed in particolare lo sono:

  • il Bonus IRPEF (ex 80 euro, divenuti 100), che comporta una riduzione del carico fiscale per i lavoratori dipendenti, anche agli incapienti, entro un certo reddito;
  • i crediti d’imposta concessi a famiglie e imprese che sono utilizzati in compensazione di tributi e contributi;
  • alcune detrazioni fiscali riconosciute ai contribuenti anche oltre il limite della capienza in dichiarazione.

Inoltre, sono registrati come spesa anche gli sgravi contributivi “selettivi”, ossia a favore di specifiche categorie di contribuenti o aree geografiche, ovvero le agevolazioni per favorire l’assunzione di giovani e donne l’occupazione nelle regioni del Sud.

Essendo le entrate fiscali contabilizzate al lordo delle agevolazioni citate, la pressione fiscale risulta superiore all’effettivo peso fiscale che grava sui contribuenti. Invece, scorporando le agevolazioni fiscali si ottiene un dato più rappresentativo della pressione fiscale effettiva.

Ebbene, nel 2020, le agevolazioni fiscali classificate come spese ammontavano a 23,2 miliardi. Nel 2021, le agevolazioni fiscali sono salite a 30,8 miliardi.

Il risultato è che la pressione fiscale cresce dal 41,4% del 2020 al 41,8% del 2021.

Le entrate che hanno comportato l’aumentato di 0,4 punti percentuali nel 2021 sono state le imposte indirette, soprattutto l’IVA, mentre quelle dirette hanno avuto l’effetto opposto.

Anche alcune entrate indirette minori sono aumentate, ad esempio i proventi da giochi e lotterie e le accise sui prodotti energetici, principalmente per la ripresa economica post pandemia.

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