L’anno che verrà…

La sconfitta al referendum e le dimissioni di Matteo Renzi hanno aperto una fase tra le più delicate e difficili della storia repubblicana.
Il nuovo Governo ha di fronte a sè un periodo non facile ed in più sarà certamente oggetto delle contraddizioni che emergeranno in Parlamento, a partire dalla sfida di riformare la legge elettorale per giungere all’animato dibattito interno al Partito Democratico.
Temo che le difficoltà che incontrerà, unite alla costante aggressione propagandistica dei populismi che gioveranno delle oggettive complessità che si verificheranno, da un lato nuoceranno alla corrente gestione amministrativa e dall’altro avranno un peso sul gradimento e, quindi, sul consenso in vista delle elezioni politiche.
L’anno che si apre porta con sè un’ansia di fondo: poichè mancano le regole per eleggere il nuovo Parlamento, è in vigore, infatti, solamente la legge elettorale per la Camera dei Deputati (l’Italicum), occorre attendere le decisioni della Corte costituzionale che si esprimerà non prima di fine gennaio.
Il 2017 sarà caratterizzato, poi, anche dal dibattito nel PD. Su di noi, partito di maggioranza relativa, si è finora retta solidamente la legislatura, ma nei prossimi mesi il confronto interno si inasprirà, le diversità di opinioni si radicalizzeranno e avranno ripercussioni sul Governo. Tanto sarà capace il segretario Renzi nell’accogliere il dissenso, tanto il Governo e il Parlamento sapranno portare avanti serenamente il compito. E con gli alleati, fondamentali per avere i numeri minimi, tanto sarà capace Renzi di comprenderne i bisogni e condividere con loro le scelte, tanto la maggioranza sarà in grado di essere tale anche in futuro.
L’anno prossimo è anche il tempo limite per affrontare decisamente la forza dei populismi. Essi giovano sia delle normali difficoltà di governo, sia dell’assenza di poli “normali” alternativi tra loro che si contendono la guida del Paese.
Del Governo ho già detto, ma anche la crisi del centrodestra europeista e liberale, diviso e privo di un leader, consegna masse di elettori al M5S. Non entro in casa altrui, mi limito all’auspicio che il 2017 sia utile a definire i contorni di una proposta alternativa è credibile al centrosinistra. Ne gioveremmo tutti.
Incombe sempre la questione economica e, da un po’ di tempo, la necessità di tutelare i risparmiatori di fronte alla evidente difficoltà di alcune importanti banche.
Ecco, di fronte a tutte queste incognite, nel 2017 ci saranno le elezioni?

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