Lasciate in pace la Fondazione Arena

Ott 05 2017
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Alcuni esponenti del centrodestra veronese che governano con Zaia in Regione chiedono le dimissioni dell’ex Sovrintendente della Fondazione Arena ora commissario. Sono convinto che lo facciano per contrattare con Sboarina altre cariche.

Nel centrodestra c’è uno scontro interno, forse sulle recenti nomine e le circoscrizioni. Il problema è che si manifesta sulla Fondazione Arena che nulla c’entra con le loro beghe.

Leggo così l’aggressione – con richiesta di dimissioni – al commissario Polo, con la scusa delle sue presunte responsabilità per la mancata trasferta in Russia.

Sono convinto che il contendere è un altro. Appena il sindaco ha fatto capire che è per la sua riconferma come Sovrintendente, si è aperta la batteria contro, ma per ottenere “compensazioni” altrove, immagino.

La stagione lirica 2017 ci dice che la Fondazione Arena è viva e vegeta. Lo dimostrano i dati: più spettatori, più incassi, più fiducia, degli appassionati e dei fornitori. E’ stata finalmente sconfitta quella strategia sotterranea di ridurre al minimo la Fondazione per “consegnarla” ai privati.

Visti i risultati della stagione appena terminata, posso ragionevolmente e prudentemente pormi una domanda: ma vuoi vedere che chi parla oggi pensava che le cose andassero male in modo da ridurre la Fondazione ad uno stato vegetale per favorire soluzioni diverse da quelle pubbliche?

Non si spiegherebbe altrimenti questo scontro sul nulla.

Poiché non credo che dia fastidio la volontà e la capacità di chi ci ha sempre creduto, in primo luogo il Sovrintendente, il commissario ed i lavoratori, per rimettere in moto i motori e mettere le basi per tornare ai fasti di un tempo, allora il motivo è un altro.

Solo un anno fa il Sindaco ed il Consiglio di indirizzo – sostenuti proprio da chi oggi chiede le dimissioni del Sovrintendente – ne chiedevano la liquidazione coatta amministrativa, le manifestazioni dei lavoratori si ripetevano, cattivi erano i presagi sui conti e sulla qualità dell’offerta. Il resto lo faceva la parte pubblica non versando le quote, anzi, come la Camera di Commercio, chiedeva di chiudere definitivamente i rubinetti.

Oggi il dato inconfutabile è che i partecipanti e gli amici di quel disegno privatistico sono stati sconfitti.

Per questo, al centrodestra dico: volete litigare? Non fatelo sul questo patrimonio di Verona!

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