L’autonomia del Veneto è una chimera

Nov 22 2018
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Il 22 ottobre 2017 i leghisti gridarono alla vittoria per il referendum per l’autonomia del Veneto.

E’ passato un anno, hanno continuato a dire di tutto, ma dell’autonomia neanche l’ombra.

Facciamo un passo indietro. La Riforma del Titolo V della Costituzione, quella che consente alle Regioni di avanzare la richiesta ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, per ottenere la concessione di ulteriori forme di autonomia nelle materie di cui al terzo comma dell’articolo 117, è stata voluta e attuata dai governi di centro-sinistra.

In primis Zaia, approfittando di quell’occasione normativa, aveva imbastito un referendum farsa. Infatti, per chiedere maggiore autonomia non serviva il referendum, bastava una lettera, come ha fatto la Regione Emilia Romagna.

Quel giochino propagandistico è costato qualche milione di euro.

Cosa è accaduto

Il 28 febbraio 2018, il Governo ha accolto e firmato una pre-intesa con la Regione Veneto per la concessione di maggiore autonomia su alcune determinate materie, quali: la tutela e valorizzazione dell’ambiente e dell’ecosistema, la tutela della salute, l’istruzione, la tutela del lavoro e i rapporti internazionali e con l’Unione europea.

Poco dopo, il 12 giugno 2018, il Presidente della Regione Veneto, ha avanzato una nuova richiesta per ottenere maggiore autonomia su un totale di ben ventitré competenze, nonché, di poter trattenere i 9/10 del gettito riscosso all’interno del territorio regionale.

In pratica, ha messo per iscritto quello che aveva promesso ai veneti.

L’attuale Ministro per gli affari regionali e le autonomie, la leghista vicentina Stefani, ha promesso che la nuova intesa si sarebbe conclusa entro il 22 ottobre 2018, ovvero la data in cui ricorre l’anniversario del referendum che si è svolto sul tema dell’autonomia.

Solo promesse e zero risultati

Come dicevo, ad oggi, le promesse ripetutamente annunciate sia dal Ministro Stefani, nonché dal Presidente della Regione Veneto, tra l’altro facenti parte dello stesso partito che oggi siede al Governo rispettivamente del Paese e della Regione, non ritrovano alcun riscontro nei fatti.

Anzi, dalla stampa regionale si legge quotidianamente che il percorso amministrativo e politico è fermo e insabbiato.

Anche in passato è accaduta una cosa simile: due lustri fa fu avanzata una richiesta simile sempre da parte delle Regione Veneto e Zaia ne era il Vicepresidente. Pochi mesi dopo Zaia divenne Ministro del Governo al quale era stata inviata la richiesta di autonomia e nonostante ciò anche allora non accadde nulla.

Non hanno fatto nulla

In pratica, non solo da anni non agiscono, ma per vincere il referendum hanno promesso l’autonomia su tutte le materie di competenza e la possibilità di trattenere i 9/10 del gettito riscosso all’interno del territorio della Regione Veneto, ma in realtà non hanno ottenuto nessun risultato.

 

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