Le Camere di Commercio tornino a fare il proprio lavoro

Set 03 2016
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Le ipotesi di decreto di riordino delle Camere di Commercio sono un passo positivo verso la riorganizzazione del settore.

Nell’attuale difficile momento economico è necessario che le Camere di Commercio svolgano una funzione di agevolazione e di mediazione a favore delle imprese, soprattutto quelle più piccole.

il testo segue una logica di fondo da tempo auspicata dal mondo economico: ritorno delle Camere di Commercio ad una funzione pubblica al servizio a tutela della legalità e pubblicità del sistema delle imprese (quindi registro imprese e regolazione del mercato), eliminazione delle funzioni non proprie del mondo associativo imprenditoriale (promozione, contributi, etc) e delle funzioni già svolte da altri (statistica, marchi, etc).

Poiché mettere a sistema le forze economiche attraverso istituzioni come le Camere di commercio ha ancora oggi una ragione fondamentale, nel decreto emerge la chiara volontà del Governo di riorientare le funzioni dei vari comparti economici verso le attività ed i ruoli propri e di riconferire alle Camere di Commercio quella destinazione riconosciuta dalla loro nascita.

La partecipazione attiva di queste nella gestione diretta di attività economiche a carattere pubblico, ha reso evidente una distorsione del sistema e l’urgenza di correggere un’impostazione che snaturava la mission delle Camere.

Con questa riforma, le Camere torneranno alla vocazione originaria della formazione ed dell’informazione degli imprenditori e degli addetti ai lavori, nell’ambito di una prospettiva che vuole riordinare il sistema generale delle istituzioni italiane, attribuendo il giusto e doveroso peso e ruolo alla politica, limitandone la connessione con l’economia agli aspetti essenziali.

Molto importante sono anche la salvaguardia dei livelli occupazionali in essere e la riduzione del carico economico sulle imprese che avverrà attraverso la riduzione del diritto annuale del 50%, tagliando, peraltro, le attività più “costose” per le imprese.

Peraltro, la riduzione del personale su quello attualmente in servizio avrebbe comportato la penalizzazione delle Camere più virtuose, ovvero quelle che hanno un rapporto imprese-personale in servizio già basso.

E’ probabile che lo stesso risultato si ottenga solo con i pensionamenti.

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