Le misure del Governo per contrastare il Coronavirus (Covid-19)

Il Governo per contrastare la pandemia da Coronavirus (Covid-19) ha adottato, fino ad oggi, quattro decreti legge e una serie di DPCM (Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri) altrettanto importanti. Altre misure sono state prese dai Ministeri competenti, attraverso ordinanza e circolari.

Il Parlamento, mercoledì 11 marzo, ha autorizzato lo scostamento di bilancio rispetto agli obiettivi di finanza pubblica definiti nella scorsa nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza per un importo fino a 20 miliardi di euro, pari all’1,1% del PIL, in termini di indebitamento netto, che corrispondono a circa 25 miliardi di maggiori stanziamenti di bilancio per competenza e cassa.

Lo scostamento si è reso necessario per consentire al Governo di assumere nuove iniziative, di carattere straordinario e urgente, attraverso lo strumento del decreto-legge, in preparazione in queste ore, per fronteggiare le rilevanti esigenze di natura sanitaria e socio-economica.

Il pacchetto di misure che il Governo intende adottare prevede un incremento delle risorse destinate al sistema sanitario pubblico, al sistema della protezione civile e alle forze dell’ordine per assicurare la necessaria dotazione di strumenti e mezzi che consentano, rispettivamente, di fornire assistenza alle persone colpite dalla malattia e applicare le politiche di prevenzione e mitigazione del rischio.

Si prevedono, inoltre, misure e interventi di contrasto ai disagi sociali ed economici conseguenti al rallentamento e, in alcuni casi, alla sospensione delle attività produttive, che consisteranno nello stanziamento di nuove risorse finanziarie destinate al sostegno dei redditi, alla salvaguardia dell’occupazione e al potenziamento degli ammortizzatori sociali, nonché misure di sostegno alle aziende, anche attraverso la concessione di garanzie sui debiti delle stesse.

I DECRETI LEGGE

Il primo è il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recanti misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covd-19, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13.

Sostanzialmente ha definito la cornice giuridica che ha consentito di rendere il più possibile sistemiche le misure urgenti e straordinarie, adottate nei giorni successivi, per fronteggiare l’evolversi della situazione epidemiologica nel nostro Paese.

Nel decreto si menzionano poi le misure di contenimento e gestione che possono essere adottate dalle autorità competenti: dal divieto di allontanamento dalle aree interessate, alla chiusura di scuole e attività commerciali, all’applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva.

Il decreto, inoltre, prevede che il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’interno, si avvalga, per l’esecuzione delle misure di contenimento, delle Forze di polizia e, se necessario, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.

Con un emendamento approvato durante l’esame in Commissione Affari sociali, e stato chiarito che in questi casi al personale delle Forze armate e attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza.

Il secondo provvedimento è il decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, recante misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Le disposizioni sono finalizzate ad assicurare un primo necessario supporto economico ai cittadini e alle imprese per consentirgli di affrontare i problemi di liquidità finanziaria, causati dall’epidemia.

Sono diversi gli ambiti d’intervento, in parte, superati dall’aggravarsi ed estendersi dell’emergenza, dalle prime aree colpite a tutto il paese.

In particolare, il decreto prevede la sospensione dei termini per versamenti e altri adempimenti per i soggetti che hanno la residenza, la sede legale o la sede operativa nei comuni della cosiddetta “zona rossa” (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e Vo’).

La sospensione dei termini per adempimenti e pagamenti, già prevista dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze dello scorso 24 febbraio, è estesa anche ai contribuenti che risiedono al di fuori della “zona rossa” ma si avvalgono di intermediari che vi sono ubicati. Infine, si prorogano i termini per la comunicazione dei dati necessari alla predisposizione della dichiarazione dei redditi pre-compilata.

In questo modo, i professionisti e gli operatori economici – ovunque ubicati sul territorio nazionale – avranno più tempo per raccogliere e trasmettere i dati oggetto di questo adempimento.

Il decreto contiene una serie di misure di sostegno alle famiglie, ai lavoratori dipendenti e autonomi e di potenziamento degli ammortizzatori sociali nella “zona rossa”.

Si prevede, per le strutture ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator, operanti sul territorio nazionale, la sospensione fino al 30 aprile del versamento dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali.

Per gli utenti che non abbiano potuto viaggiare da e per la “zona rossa”, o usufruire di pacchetti turistici a causa delle misure di contenimento e di prevenzione della diffusione del Covid-19 disposte dalle autorità italiane o straniere si prevedono specifiche forme di compensazione.

Altre disposizioni prevedono:

  • l’estensione della validità delle tessere sanitarie e della Carta nazionale dei servizi;
  • misure volte ad agevolare il ricorso al lavoro agile (smart working) dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche;
  • il mantenimento della retribuzione dei dipendenti pubblici in caso di malattia con ricovero ospedaliero o assenza per malattia dovuta al Covid-19, ivi compresi i periodi di quarantena;
  • la possibilità, per i laureati in medicina e chirurgia che non possano sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo a causa dell’ordinanza del Ministro dell’università e della ricerca del 24 febbraio, di frequentare con riserva il corso di formazione specifica in medicina generale;
  • la conservazione della validità dell’anno scolastico, anche qualora gli istituti non possano effettuare i duecento giorni di lezione previsti dalla normativa a seguito delle misure di contenimento;
  • l’estensione del regime fiscale delle donazioni di alimenti (non imponibilità a fini IVA e imposte redditi) alle donazioni di altre merci (vestiario, computer ecc.);
  • l’istituzione di un fondo rotativo per la concessione di mutui a tasso zero per le imprese agricole in difficoltà.

Il decreto-legge 9 marzo 2020, n. 14 è finalizzato a introdurre misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale (Ssn), con riguardo alle risorse umane, alle risorse strumentali e alla capacità ricettiva delle strutture sanitarie.

Il decreto legge prevede norme specifiche per l’arruolamento di medici e personale sanitario, con assunzioni di specializzandi e incarichi di lavoro autonomo e a tempo determinato, il richiamo di medici e infermieri in pensione, il reclutamento di medici di medicina generale e pediatri, l’incremento delle ore di specialistica ambulatoriale. Conseguentemente a tali misure le Regioni procedono alla rideterminazione dei piani di fabbisogno del personale.

E poi disposizioni sul volontariato; la sospensione della quarantena per medici e operatori sanitari entrati in contatto con soggetti positivi ma risultati negativi al tampone.

I medesimi operatori sospendono l’attività nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per Covid-19.

Ancora, prevista la creazione di unità speciali di attività assistenziali ogni 50.000 abitanti attive sette giorni su sette dalle 8 alle 20 per garantire l’assistenza domiciliare ai pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero.

Le Regioni potranno istituire unità speciali per garantire l’erogazione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie a domicilio in favore di persone con disabilità che presentino condizione di fragilità o di comorbilità tali da renderle soggette a rischio nella frequentazione dei centri diurni per persone con disabilità.

Sono previste, inoltre, misure per garantire la fornitura di ossigenoterapia anche attraverso la rete delle farmacie.

Vengono introdotte una serie di semplificazioni per facilitare la tempestiva acquisizione e il pagamento dei dispositivi di protezione individuale e medicali necessari.

Si dispone l’acquisto di 5.000 impianti di ventilazione assistita e i relativi materiali indispensabili per il funzionamento dei ventilatori.

Al fine di impiegare il personale sanitario delle strutture pubbliche o private prioritariamente nella gestione dell’emergenza, le Regioni potranno rimodulare o sospendere le attività di ricovero e ambulatoriali differibili e non urgenti, incluse quelle erogate in regime di libera professione intramuraria.

Inoltre, agli esercenti le professioni sanitarie, impegnati a far fronte alla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 non si applicano le disposizioni sui limiti massimi di orario di lavoro prescritti dai Ccnl di settore, a condizione che venga loro concessa una protezione appropriata.

L’11 marzo è stato adottato un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM 11 marzo 2020) con il quale sono state introdotte nuove e più stringenti misure finalizzate al contenimento e alla gestione dell’emergenza in atto sull’intero territorio nazionale.

Il provvedimento prevede, in particolare, la sospensione delle attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività.

Tra gli esercizi commerciali di cui vengono sospese le attività si annoverano bar e ristoranti, ad eccezione, fra l’altro, degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie e aeroportuali (i benzinai restano aperti).

Escluse anche dalla sospensione mense e catering continuativo su base contrattuale, nonché l’attività di ristorazione effettuata con la consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto.

Prevista, quindi, la chiusura dei mercati salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari.

Rimangono aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie.

Deve in ogni caso essere garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Sono chiusi, invece, parrucchieri, barbieri, estetisti. Vengono garantiti i servizi pubblici essenziali, tra cui i trasporti pubblici locali e i servizi bancari, assicurativi e postali.

Autorizzata l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agroalimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.

In ordine alle attività produttive e alle attività professionali viene raccomandato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile e incentivate ferie e congedi retribuiti per i dipendenti.

Fabbriche e aziende possono continuare la loro attività solo se garantiscono appositi protocolli di sicurezza.

Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 12 marzo 2020 e sono efficaci fino al 25 marzo 2020.

Il 22 marzo è stato adottato un ulteriore decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il quale sono state introdotte misure ancora più stringenti sull’operatività di tantissime imprese (qui la specifica delle attività che si possono svolgere:

 

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219778109837598&id=166461026)

Il decreto, inoltre, impedisce gli spostamenti di chiunque da un comune all’altro, tranne per comprovate esigenze lavorative o per motivi di salute.

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