Le opportunità infrastrutturali della pianura veronese

Per il futuro di Verona, il tema delle infrastrutture è fondamentale per la crescita e lo sviluppo. Non cogliere la sfida significa negare una prospettiva che questo territorio ha per vocazione, a partire dalla posizione geografica.

Migliorare la rete infrastrutturale, ammodernandola e implementandola, è la strada migliore per attrarre investimenti internazionali su Verona rendendola competitiva rispetto ad altre realtà.

La pianura veronese per le caratteristiche geografiche e per la prossimità alle grandi vie di comunicazione, può aspirare ad occasioni in grado di favorire la diffusione territoriale degli elementi di crescita e, quindi, anche consentire lo spostamento della pressione che gravita sui centri urbani situati lungo l’asse autostradale A/4 in questa provincia.

Le opportunità che possono consentire un salto di qualità sono legate allo sviluppo:

  • dei collegamenti viari e ferroviari che uniscono il legnaghese con altre realtà, a partire innanzitutto da Verona,
  • dell’asse est ovest consentito all’area in ragione della Strada statale 10, più direttamente ed, in secondo luogo, dalla futura mediana provinciale Nogarole Rocca/Soave,
  • della via d’acqua offerta dal Fissero/Tartaro/Po di Levante.

Nel tempo, mentre gli insediamenti produttivi e logistici si concentravano sull’asse autostradale principale di questa provincia, saturando gran parte delle disponibilità, la pianura veronese è stata interessata solo da dibattiti che non hanno prodotto alcun risultato.

La tratta autostradale Nogara – Mare Adriatico e la variante alla strada regionale 10 ne sono gli esempi più evidenti.

E’ palese l’assenza di un condiviso progetto industriale a livello provinciale in grado di unire i punti di forza del territorio e coinvolgere le Istituzioni, a partire dalla Provincia e gli stakeholder economici, funzionale alla promozione di aree e luoghi presenti in altre zone della provincia pienamente collegate con i principali assi autostradali e ferroviari veronesi.

Più dettagliatamente, valutando la cornice territoriale ampia, il legnaghese può essere individuato come area idonea per l’implementazione dell’intermodalità veronese, nel senso che i collegamenti, ferro e gomma, con il Quadrante Europa – in via di saturazione – sono da rendere più efficienti per poter immaginare una possibile nuova piattaforma logistica a supporto di quella principale presente presso il capoluogo.

Inoltre, sempre in un’ottica di sistema, appare opportuno valutare la connessione territoriale:

  • con Verona e con Mantova, mediante l’assetto ferroviario esistente,
  • con la “Valdastico Sud” e la “Padova/Bologna” e, quindi, con il porto marittimo di Ravenna, sfruttando la rete stradale,
  • con il mare, attraverso il canale navigabile interno,

in modo da assumerla come spunto per un’ipotesi progettuale che coinvolge un territorio vasto che comprende almeno quattro province (Verona, Padova, Mantova e Rovigo).

Innanzitutto, la linea ferroviaria.

Il tratto ferroviario Verona-Rovigo, uno dei peggiori in Italia con treni a gasolio e disservizi giornalieri, è da ammodernare per impedire che una possibilità per la pianura veronese diventi definitivamente ragione del suo declino e causa dell’abbandono territoriale da parte di realtà produttive importanti che devono sopportare i costi di un sistema infrastrutturale arretrato e carente.

Solo attraverso l’ammodernamento della linea ferroviaria è possibile ipotizzare lo sfruttamento di zone situate nell’area legnaghese per l’insediamento di attività legate al settore logistico.

I limiti strutturali sono noti, e non sono relativi solo alla mancata elettrificazione del tratto Isola della Scala – Cerea.

Porre le soluzioni al centro di un impegno corale, è decisivo. La trascuratezza regionale, acutizzata con un servizio pessimo da parte della società di gestione, deve cessare.

Seguendo le promesse regionali, da ultimo, pare che “nel 2021 sarà la volta dell’elettrificazione, realizzata grazie ad un accordo con Rete ferroviaria italiana (Rfi), della tratta Isola della Scala-Cerea. Inoltre, nel 2022, saranno disponibili sei nuovi elettrotreni da 40 milioni di euro, cofinanziati dal Cipe, che saranno utilizzati principalmente sulla Adria-Mestre. L’operazione consentirà di «liberare» da quest’ultima linea cinque convogli «Stadler» a trazione diesel, di recente fabbricazione, che si aggiungeranno agli altri tre già in servizio sulla Verona-Rovigo.”   

La variante alla Strada Statale 10 “Padana Inferiore”.

In prospettiva favorirebbe, innanzitutto, il collegamento con l’autostrada A31 “Valdastico sud” ed anche quello con la A13 “Padova-Bologna”.

Su questa variante, da San Vito di Legnago fino al Comune di Carceri, in provincia di Padova, è noto il tempo perso, a partire dal tentativo di trasformare la variante in una strada a pedaggio affidata in concessione. A quel clamoroso fallimento, ne è seguito un altro, ancora più rumoroso: la restituzione della strada ad ANAS.

Intanto, ad inizio febbraio è stato assegnato da Veneto Strade l’appalto di gara per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva del tratto della variante. Il progetto, quindi, è ancora nelle mani della Regione Veneto che dovrà consegnarlo ad ANAS.

Infatti, la variante è “ritornata” ad ANAS attraverso il “Piano Rientro Strade” voluto dall’allora Ministero Delrio. E’ il fallimento della pretesa federalista della Lega che a causa di questo ha ritardato anche la stessa riconsegna.

L’ipotesi progettuale prevede che si procederà per stralci. Importante, a questo proposito sarà il punto di partenza, ovvero, da Legnago o da Carceri?.

La Strada Statale 434

E’ il pilastro centrale sul quale fondare significative ipotesi progettuali, in particolare per il fatto che esiste ed è funzionale al collegamento veloce in diverse direzioni.

Tramontata la possibilità che venisse trasformata a pagamento nel tratto interessato dalla Nogara- mare Adriatico, la SS 434:

  • a nord della pianura, potrà
  • intersecarsi con la Mediana provinciale Nogarole Rocca – Isola della Scala (il rinnovo della concessione per la gestione dell’autostrada A/22 comporterà ingenti contributi alla Provincia per la costruzione del lotto funzionale della nuova strada da Nogarole Rocca almeno fino a Isola della Scala e, quindi, come noi proponiamo, almeno fino ad Oppeano sulla SS 434),
  • attraverso la Mediana provinciale in zona Isola della Scala, incrociare la variante alla Strada Statale 12 a sud del Comune di Buttapietra e, pertanto, favorire spostamenti autoveicolari verso altre aree servite da questa nuova variante,
  • connettersi, a sud di Legnago, con la variante alla Strada statale 10 creando un asse est ovest.

Lo sbocco a nord, sulla tangenziale sud, a questo punto, sarebbe sgravato significativamente dalla pressione automobilistica attuale.

La via navigabile

Il 12 febbraio 2020 attraverso il canale Mantova – Mare Adriatico è stato effettuato un viaggio di una chiatta trasportante 10 pezzi per raffinerie di dimensioni eccezionali per un carico complessivo di circa 540 tonnellate fino al porto di Ortona (Chieti).

Sulla via navigabile del canale Fissero/Tartaro/Po di Levante insiste la banchina fluviale di Torretta. Un’opportunità costruita con fondi europei che risulta scollegata con le vie di comunicazioni, a partire dalla strada statale 434.

Il Consorzio per lo sviluppo del Polesine ha formulato una proposta di potenziamento della via navigabile affinché possa diventare la più importante via per il trasporto fluviale delle merci del Polesine, permettendo alle bettoline di raggiungere una piattaforma logistica, che verrebbe posizionata a 7-8 chilometri dalla linea di costa di Porto Viro (RO) e sulla quale avverrebbe il carico e lo scarico delle merci che provengono dal mare, e di servire i porti interni di Rovigo, Canda, Legnago, Mantova e attraverso il fiume Po, Cremona, e da qui con la modalità ferroviaria o stradale, al resto del continente.

Immaginare di unire la banchina di Torretta con i collegamenti viari presenti e futuri è una priorità per cogliere l’opportunità offerta dalla via d’acqua presente e da lì diramarsi in ogni dove.

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