Le risorse del PNRR per la ricerca non sono sufficienti

La proposta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza inviata dal Governo in Europa è stato un passo significativo per contrastare gli effetti della pandemia sull’economia.

Un lavoro immane che ha coinvolto migliaia di persone e per almeno 8 mesi, nelle varie fasi previste, il Parlamento.

Ho un piccolo rammarico: è stata così alta la pressione per le tante cose da fare che a soffrirne è stata la componente “Ricerca all’Impresa” che è stata finanziata con 12,9 miliardi in un arco di 6 anni.

Il problema è che il nostro Paese, per quanto concerne la spesa per ricerca e sviluppo, è un paso indietro rispetto alle principali economie avanzate. Ciò determina, ovviamente, conseguenze negative sulla produttività e sulla crescita economica.

Per fare un esempio, la Francia investe circa 30 miliardi e la Germani quasi 60. Cifre molto elevate, difficili da raggiungere in una fase economicamente delicata come questa, ancorché si tratti di una spesa altamente produttiva.

Quindi, il PNRR presentato indica un finanziamento di 12,9 miliardi su sei anni destinati alla componente “dalla Ricerca all’Impresa”,

Di questi 12,9 miliardi, le spese per il Programma Nazionale di Ricerca (PNR), per i Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN), per i 15 programmi di ricerca di base in partenariato tra università, centri di ricerca e imprese, per i progetti di ricerca delle imprese nel campo della microelettronica, per sostenere i progetti di 2100 giovani ricercatori, pari a circa 6 miliardi, si tradurranno in un aumento della spesa pubblica.

Gli altri progetti inclusi in questa componente avranno un effetto positivo sulla spesa per ricerca perché si tratta principalmente di misure di infrastrutturali e organizzative o di incentivi indiretti (ad esempio alle start-up).

C’è un solo modo per ridurre il divario che distingue la Ricerca e Sviluppo nei vari paesi: colmare la distanza nella spesa con gli stanziamenti in sede di leggi di bilancio, ovvero reperiti con risorse italiane via via disponibili.

 

Commenti

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *