Le spese militari nel mondo

L’invasione russa dell’Ucraina sta riportando l’attenzione sulle spese militari che in futuro dovranno essere affrontate per garantire la pace e la democrazia.

L’azione scellerata di Putin ha creato un vulnus alla nostra convinzione che le guerre non ci sarebbero più state in Europa.

Di pari passo con questa convinzione, infatti, la spesa militare nel mondo si è tendenzialmente ridotta dal 1960 al 1994, restando successivamente piuttosto stabile intorno al 2½ per cento del Pil mondiale.

Se, in conseguenza di quanto accaduto, la spesa militare tornasse sui livelli degli anni sessanta, l’impatto sulle finanze pubbliche sarebbe molto elevato.

Nella maggior parte degli anni sessanta la spesa è rimasta vicino al 6 per cento del Pil mondiale per calare tra la fine degli anni sessanta e la metà degli anni settanta, verso il 4 per cento e ancora di più tra la fine degli anni ottanta e la metà degli anni novanta (il risultato della fine della guerra fredda), fino ad arrivare, dalla seconda metà degli anni novanta, stabilmente a circa il 2,5 per cento del Pil.

Per quanto riguarda i paesi NATO, escludendo gli Stati Uniti, l’andamento è stato sostanzialmente decrescente al contrario di quanto fatto dalla Russia che ha notevolmente incrementato le proprie spese militari in termini assoluti (di 9,5 volte tra il 1999 e il 2020).

La spesa dell’Ucraina è molto inferiore a quella Russa in termini assoluti (6 miliardi contro 62 miliardi, nel 2020).

Nella classifica dei paesi per spesa militare in rapporto al Pil, molti dei primi posti sono occupati da paesi del Medio Oriente e dell’Africa. Tra i paesi avanzati, gli Stati Uniti sono al primo posto (3,74 per cento del Pil). Russia e Ucraina compaiono però più in alto degli Stati Uniti, spendendo rispettivamente 4,26 e 4,13 per cento del Pil e rappresentando i primi due paesi europei dell’elenco (sono al decimo e undicesimo posto in classifica).

La Cina è su valori molto bassi, l’1,75 per cento del Pil, anche se investe undici volte di più oggi rispetto al 2000 e la spesa cresce con l’avanzata dal Pil degli ultimi vent’anni.

Per quanto riguarda i paesi europei, la prima economia avanzata è la Grecia, col 2,8 per cento del Pil, valore ben più alto della mediana dell’Unione Europea (1,6 per cento). Il Regno Unito è al 2,25 per cento del Pil, la Francia è sopra il 2 per cento del Pil, mentre la Germania sta ben al di sotto (1,4 per cento), anche se ha recentemente deciso di portarsi al 2 per cento.

L’Italia è posizionata su livelli molto inferiori (1,17 per cento), sotto la mediana UE e NATO (1,8 per cento) e si ripromette, da anni, di arrivare al 2 per cento.

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