Le vaccinazioni obbligatorie

Ago 01 2017
(0) Comments
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus

Abbiamo approvato definitivamente il cosiddetto “decreto vaccini” che amplia l’elenco delle vaccinazioni obbligatorie per i minori. La legge si è resa necessario in quanto, dal 2013, si è registrato un progressivo e inesorabile trend in diminuzione del ricorso alle vaccinazioni, sia obbligatorie sia raccomandate, che ha determinato una copertura vaccinale al di sotto del 95 per cento, soglia raccomandata dall’OMS per la cosiddetta “immunità di gregge”, per proteggere, cioè, indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono vaccinarsi.

Particolarmente preoccupanti sono i dati di copertura vaccinale per morbillo e rosolia, che hanno perso addirittura 5 punti percentuali tra il 2013 il 2015, passando dal 90,4 per cento all’85,3 per cento (in Italia i casi di morbillo registrati dal 1º gennaio al 25 luglio 2017, sono stati 3.842 di cui 3 decessi tra i bambini1 ).

Prima di questa legge le vaccinazioni obbligatorie erano 4, adesso passano a 10 e 4 consigliate “ad offerta attiva e gratuita” per bambini e ragazzi tra zero e sedici anni che si iscriveranno a istituti e scuole di ogni ordine e grado a partire dall’anno scolastico 2017/2018. Per effettuare le vaccinazioni obbligatorie non saranno necessarie 10 punture, ma basteranno due somministrazioni: una esavalente (antipolio, antitetanica, antidifterica, antiepatite b, antipertosse, anti Haemofilus influenzae tipo B) e una tetravalente (antimorbillo, antivaricella, antirosolia, antipertosse) e saranno necessarie per potere accedere alle scuole nella fascia di età 0-6 anni. I bambini e ragazzi dai 7 ai 16 anni non in regola potranno iscriversi e vaccinarsi successivamente.

La vaccinazione è un interesse di sanità pubblica: l’immunizzazione di un soggetto non è solo un vantaggio per il singolo, ma determina un beneficio per l’intera comunità.

Per quanto concerne l’importantissimo tema della sicurezza dei vaccini, va detto che tra l’ideazione di un vaccino e la sua disponibilità sul mercato trascorrono circa sei anni: sei anni di sperimentazione clinica ed in ogni caso, prima di essere immesso nel mercato, ne va provata l’efficacia. Deve, cioè, essere in grado di prevenire l’infezione, la malattia, le sue complicanze e determinare l’ immunizzazione nel tempo.

L’ “obbligo” non è una novità di oggi. Un tempo nel nostro Paese vigeva l’obbligo per quattro vaccinazioni: la difterica, l’antitetanica, la 2 Rapporto OsMed 2015. 3 poliomelite, l’anti epatite B. Fino al 1999 il mancato rispetto dell’obbligo comportava l’applicazione di sanzioni pecuniarie e il rifiuto dell’iscrizione a scuola. Nel 1999 fu deciso di abolire il divieto di iscrizione a scuola perché nel nostro Paese si era pensato di aver raggiunto la copertura vaccinale sufficiente a garantire una maggiore diffusione e immunizzazione nel nostro territorio.

In realtà, nel corso di questi anni, per tutte le tipologie di vaccinazione, non solo per le 4 obbligatorie, il livello di copertura vaccinale non ha raggiunto valori auspicati e livelli di soglia – come definiti e indicati da numerose organizzazioni scientifiche diversificate anche per le diverse malattie infettive – tali da garantire la sicurezza.

Commenti

Related Posts