L’economia italiana ai tempi del covid 19

L’Italia sta lentamente tornando alla vita.

Purtroppo, però, l’incertezza sulle ripercussioni economiche della pandemia è molto elevata. Finora il PIL ha registrato una flessione del 4,7 per cento nel primo trimestre. Ovviamente, cosi come prevede il DEF ci sarà una riduzione più intensa nel trimestre in corso e dovrebbe seguire un recupero nella seconda metà dell’anno pur tenendo conto dei comportamenti più cauti di famiglie e imprese che producono un effetto economico persistente.

Di fronte a questo dato sono possibili solo valutazioni su scenari illustrativi a patto che l’allentamento delle misure di contenimento avviato prosegua gradualmente e che gli effetti della pandemia rimangano nel complesso sotto controllo nei prossimi trimestri.

Partiamo da quello più ottimistico.

Ipotizziamo che le attività produttive interessate dal lockdown, che erano pari a circa un terzo del valore aggiunto in aprile, scendano al 10% in maggio e al 5% in giugno e che, quindi, da luglio raggiungano lo zero e che, come dicono i principali previsori  il commercio mondiale si contragga del 12 per cento, il PIL in Italia cadrebbe del 9,0 per cento.

Gli effetti sul mondo del lavoro consisterebbero nella riduzione del volume di lavoro prestato nelle posizioni lavorative per circa il 10%, in parte recuperato nel 2021 (+6%).

Diversamente, se l’epidemia si protrae, con le conseguenze ovvie sulla fiducia e sulle decisioni di spesa dei cittadini e di investimento delle imprese e se il commercio mondiale si riduce ancora di più, il PIL italiano cadrebbe al 13/14 per cento. In questo caso, ovviamente, la ripresa nel 2021 sarebbe ancora più lenta.

Gli effetti sul mondo del lavoro consisterebbero nella riduzione del volume di lavoro prestato nelle posizioni lavorative per circa il 15%, in parte recuperato nel 2021 (9%).

Di fronte a questi scenari, le misure decise con il decreto legge “Cura Italia” e quelle ulteriori come la moratoria sul credito e le garanzie sui nuovi prestiti hanno fornito un contributo significativo nel contenere la contrazione del PIL nell’anno in corso.

Serviranno altre misure per sostenere la spesa delle famiglie che, almeno finora, ha risentito delle limitazioni dei provvedimenti di sospensione dell’attività fronteggiati con la cassa integrazione, ma che potrebbe subire una contrazione del reddito disponibile conseguente al previsto calo dell’occupazione per quest’anno pari al 10%.

 

Commenti

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *