L’efficienza della sanità veronese.

Presso l’ospedale di Borgo Trento ci sono cose che non funzionano, per giunta in un reparto che ha a che vedere con la vita delle persone.

Pare che presso il reparto di Radioterapia oncologica, nonostante i lavori di ristrutturazione in corso di esecuzione da almeno 5 anni, abbiano completato un piano con accettazione, sette ambulatori e il day hospital perfettamente arredati e funzionanti, non siano ancora presenti i necessari ascensori. Di fatto, quei locali non possono essere utilizzati per le ovvie difficoltà legate al trasporto dei pazienti.

Non è un particolare insignificante attese le difficoltà affrontate da questo tipo di pazienti.

Sarebbe prevista la loro realizzazione verso la fine del 2022, ma questo significa rendere poco utilizzabili spazi di elevata qualità.

Inoltre, pare anche che l’acquisto di un acceleratore ibrido – una Risonanza Magnetica accoppiata ad un acceleratore lineare – approvato dalla Regione nel mese di agosto 2020 con finanziamento dedicato di oltre 10 milioni €, sia stato sospeso per perseguire una nuova prospettiva di utilizzo dei luoghi dove era previsto fosse installato prima che cambiassero i piani.

Immagino che quei lavori dureranno un tempo lungo molti mesi e ciò nuocerebbe enormemente sulle cure che questa attrezzatura avrebbe potuto fare almeno dall’inizio di quest’anno. Basti pensare che Verona sarebbe il primo Centro pubblico in Italia ad acquisire questa apparecchiatura. Infatti, allo stato, è presente solo presso gli ospedali Gemelli e Negrar.

Peraltro, l’acceleratore in questione sarebbe fondamentale per il trattamento delle neoplasie del pancreas di cui Verona è leader nazionale.

Ancora. Sembrerebbe che la TC di simulazione – apparecchiatura fondamentale per la radioterapia – la cui gara è stata conclusa nel mese di ottobre 2020, non sia stata ancora installata e pare che non siano neanche iniziati i lavori di ristrutturazione degli ambienti pressi i quali dovrà essere installato.

Attualmente, presso la Radioterapia sono in funzione 4 acceleratori lineari di cui 2 molto datati (>15 anni), ragione per la quale la loro sostituzione appare necessaria, anche se non risulterebbe alcuna richiesta formalizzata in Regione.

I tempi tecnici di richiesta, acquisto e installazione consentono di prevedere un eventuale uso tra tre-quattro anni, aumentando, così, la vetusta (speriamo senza nuocere sull’efficacia) degli acceleratori in uso.

Risulterebbe, infine, anche una grave carenza di personale medico in grado di completare l’organico e favorire l’efficienza del delicato reparto.

In merito, ho chiesto al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di verificare quanto ho avuto modo di conoscere e le eventuali soluzioni adottate.

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