L’estrema destra favorita nei luoghi militari?

Ott 02 2019
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Un’associazione dell’estrema destra veronese ha organizzato un dibattito sull’immigrazione ed era stata autorizzata a farlo presso una sala del Circolo Unificato di Presidio delle Forze Armate (ex Circolo ufficiali) di Castelvecchio.

Intanto, per quell’iniziativa, l’associazione ha ricevuto un contributo economico della SERIT, la società pubblica che gestisce la raccolta dei rifiuti ed il patrocinio del Comune di Verona. La cosa non dovrebbe meravigliare nessuno: il presidente di SERIT ed il sindaco militavano in un partito di destra e sono tuttora in quell’area dalla quale, probabilmente, provengono alcuni/tanti iscritti a quell’associazione.

Venuto a conoscenza del convegno e delle presenze discutibili di appartenenti alla stessa area politica, con fermezza ho cercato di difendere la terzietà delle Forze Armate. Non di impedire il dibattito, ma di impedire commistioni tra politica e divise che non sono accettabili.

Ma come sono andate le cose? Possibile che i militari abbiano autorizzato una cosa simile in casa propria?

Se fossero state note sin dall’inizio tutte le informazioni al riguardo, il militare che ha autorizzato il convegno ha commesso un grave errore.

Ma se la sala è stata chiesta da un consigliere comunale, anche se di nome Bacciga, che potrebbe aver fatto riferimento al patrocinio del Comune e alla presenza del sindaco, senza ulteriori specifiche, se non l’oggetto del convegno, allora la decisione del Circolo assume un altro significato.

In questo caso, ovviamente, o che non sia stato detto subito, ed i militari l’abbiano scoperto dalle segnalazioni altrui, o che sia diventata successivamente all’autorizzazione  un momento di divulgazione di contenuti politici e di propaganda di parte, bene ha fatto il Direttore del Circolo a riesaminare la sua decisione e ad annullare la concessione.

Certi incontri tra estremisti di destra se li facciano a casa loro o in sale civiche che non intacchino i valori e la fedeltà alle Istituzione delle Forze Armate.

Possibile che quel consigliere comunale non sapesse quale sarebbe stato l’effetto della sua iniziativa? Può dirci se ha fornito tutte le informazioni necessarie al momento della richiesta?

Se sarà confermata l’ipotesi che al Circolo non era stato detto o che l’iniziativa sia stata modificata successivamente all’autorizzazione, quel consigliere farebbe bene a scusarsi con i militari sui quali, con le sue improvvide azioni, ha gettato un’ombra ed il sospetto che potessero seguirlo o accompagnarlo nelle sue assurde convinzioni e nelle sue strategie di estrema destra.

Qui non si tratta di impedire le discussioni – devo ricordare a costoro che abbiamo vinto contro i loro antenati politici per la democrazia che loro non volevano – bensì di non coinvolgere istituzioni civili – quindi, SERIT ritiri il contributo pubblico – e militari nelle proprie azioni di parte politica.

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