L’evasione in Italia

In allegato alla Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (ne ho parlato qui https://www.vincenzodarienzo.it/il-quadro-economico-post-covid/) c’è l’ultima “Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva”.

La Relazione riporta le stime dell’evasione, riassunte da due indicatori:

  • il tax gap, ovvero la differenza tra le imposte e i contributi sociali versati e le imposte e i contributi che i contribuenti avrebbero dovuto versare;
  • la propensione all’evasione, cioè il rapporto percentuale tra l’ammontare del tax gap e il gettito teorico.

Ebbene, il tax gap nel 2018 è stato di 102,8 miliardi di euro, corrispondente ad una propensione all’evasione pari al 19,3 per cento. Poiché la Relazione non comprende tutte le tasse e i contributi – manca l’evasione sui contributi sociali dei lavoratori autonomi – la Relazione ipotizza una stima dell’evasione di circa 125 miliardi.

In ogni caso, l’evasione si è ridotta negli ultimi anni, da 108 miliardi nel 2017 a circa 103 miliardi di euro nel 2018. II calo è stato di circa 7 miliardi nel quinquennio 2014-2018.

La propensione all’evasione ha un andamento differente tra le diverse imposte. L’IRPEF da impresa e lavoro autonomo è l’Imposta con la propensione all’evasione più alta, con una marcata crescita negli ultimi anni e, quindi, con il tax gap di 32,4 miliardi di euro, corrispondenti ad una propensione all’evasione del 69,2 per cento. IRES e IRAP hanno mostrato un lieve calo nella propensione all’evasione.

Le altre imposte (IVA, imposta sulle locazioni e canone Rai) hanno mostrato un netto miglioramento. Il tax gap per l’IVA si è ridotto di 9,3 miliardi nel biennio 2017-2018, raggiungendo per la prima volta una propensione all’evasione inferiore al 20 per cento. Ciononostante, l’IVA resta la seconda imposta più evasa, con un tax gap che sfiora i 27 miliardi.

Complessivamente, l’IRPEF da lavoro autonomo e l’IVA compongono l’81 per cento dell’evasione fiscale.

In pratica, con i 90 miliardi evasi annualmente con queste due imposte, se pagati l’Italia sarebbe un Paese ridente. Pensate che da anni le Leggi di Bilancio non superano i 30 miliardi di saldo a pareggio, ergo, ogni anno l’evasione vale tre leggi finanziarie.

Tra i fattori che hanno comportato il forte calo dell’evasione fiscale per l’IVA, c’è  soprattutto la fatturazione elettronica.

La fatturazione elettronica, introdotta dal Governo Gentiloni nel 2018 ha giocato un ruolo importante nella riduzione dell’evasione. Infatti, la sua introduzione ha generato un significativo aumento di gettito fiscale, con un effetto più marcato per le imprese di minori dimensioni.

L’evasione dell’IVA resta comunque elevata se paragonata al livello europeo: nel 2018, l’Italia risultava al quarto posto come evasione sull’IVA, dopo Lituania, Grecia e Romania.

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