L’infernale macchina propagandistica sovranista.

Gen 12 2020
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Sul fenomeno dell’immigrazione si è misurata la potenza della propaganda sovranista di Salvini.

Ma non è solo propaganda, bensì un progetto completo e dettagliato che ha creato i fatti che poi la propaganda ha utilizzato e utilizzerà ancora.

Tutti ricordiamo le polemiche sui 35 euro che venivano spesi per ciascun migrante. Giocando sulle parole e facendo credere che quei soldi venivano intascati dai migranti stessi, Salvini i, i giornali di destra ed i siti a loro vicini hanno martellato per anni.

Creato il terreno fertile, col primo decreto sicurezza, Salvini ha ridotto quella cifra (da 35 a 21) e, di fatto, smontato il sistema di integrazione.

Infatti, una ricerca di ActionAid e Openpolis ha misurato gli effetti di quella scelta.

Gran parte dei bandi aperti dalle Prefetture per individuare i canali dell’accoglienza sono andati deserti, perché con quella cifra non si riesce garantire quello che servirebbe, ovvero quell’insieme di servizi che occorrono a garantire i diritti dei migranti e il loro inserimento in un percorso di integrazione.

Con quella cifra si può garantire a stento l’ospitalità. Punto.

Quindi, molte associazioni del terzo settore hanno rinunciato a partecipare ai bandi e oggi le Prefetture non sanno che fare.

Salvini ha raggiunto il risultato: smantellare l’accoglienza diffusa, quella che consentiva di governare l’integrazione e che non creava alcun disagio alla popolazione.

A questo punto interviene, per completare l’opera, interviene la propaganda.

Infatti, smantellato il sistema diffuso di accoglienza, i migranti sono abbandonati a se stessi in giro per le città e nei centri dormitorio. Si sono create così, le condizioni che più allarmano l’opinione pubblica.

Su quell’allarme la propaganda sovranista lucra consenso.

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