L’Italia contro lo stato islamico in Iraq

Lug 06 2016
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Negli ultimi mesi le Forze Armate Irachene (IAF) hanno strappato diversi territori dal controllo dello Stato Islamico.
Prossima realtà da conquistare è Mosul, la più importante città irachena ancora sotto il controllo dello Stato Islamico, oltre a tagliare le linee di approvvigionamento e comunicazione utilizzate dagli estremisti sunniti nella provincia di Anbar fino a giungere al completo controllo del confine siriano.
Lo scopo è quello di interrompere la continuità territoriale dello Stato Islamico lungo due direttrici, quella che collega i territori di Anbar con la provincia di Deir-er-Zour, nel centro della Siria, e la seconda, più a nord, lungo l’asse Raqqa-Mosul.
I risultati positivi sono il frutto sia del supporto aereo fornito dalla coalizione internazionale sia della costante opera di addestramento.
A questo sforzo continua a partecipare anche l’Italia con 550 unità impiegate in attività di addestramento a beneficio dei Peshmerga curdi e delle Forze irachene. Nello specifico, a Erbil operano unità dell’Esercito Italiano, mentre a Baghdad e Kirkuk le attività sono poste in essere da personale appartenente al Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) che si occupa dell’addestramento sia dei militari iracheni del Counter Terrorism Service (CTS) sia delle Forze speciali curde. Sempre a Baghdad dal giugno del 2015 opera anche un nucleo di Carabinieri, composto da circa 90 unità, con lo scopo di addestrare i membri della Iraqi Federal Police. Infine, l’impegno italiano è completato dalla presenza di una Task Force dell’Aeronautica Militare, costituita da 2 velivoli a pilotaggio remoto Predator, un aereo da rifornimento KC-767 e 4 cacciabombardieri A-200 Tornado IDS. Questo dispositivo aereo svolge missioni di ricognizione e sorveglianza in supporto all’intero sforzo della Coalizione nell’opera di contrasto allo Stato Islamico.
La presenza del nostro Paese in Iraq vedrà, inoltre, nei prossimi mesi l’invio di un contingente di circa 500 unità a protezione dei lavoratori della ditta italiana Trevi S.p.a. Quest’ultima, infatti, ha recentemente firmato un contratto con il governo iracheno per i lavori di messa in sicurezza e manutenzione della Diga di Mosul, situata a circa 70 km dall’omonima città.

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