Livelli delle acque, passano gli anni ma l’emergenza resta la stessa

Mag 05 2019
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Il Lago di Garda è scolmato in diversi punti del territorio e ciò sicuramente provocherà ingenti danni ai Comuni lacuali.

L’emergenza

La Regione Veneto dichiari lo stato di emergenza, in modo da favorire il successivo rimborso.

Sui livelli del Garda sono passati oltre 50 anni e tante cose sono cambiate, ma i problemi sono sempre gli stessi, in particolare il moto ondoso, che oltre ad allagare le passeggiate delle località lacuali che presentano quote inferiori, provoca la sistematica erosione delle spiagge e del territorio.

Gli enti locali gardesani, veronesi e bresciani, ancora anni fa hanno raggiunto un’intesa sul Documento di revisione della regolazione dei livelli idrometrici del Lago di Garda riducendo di 15 cm il livello massimo di 140 cm stabilito nel lontano 1965 per il periodo aprile e maggio di ogni anno.

Peccato che ancora oggi il Ministero dei lavori Pubblici non abbia approvato la proposta.

Fare in fretta

Tornerò alla carica come già fatto in questi anni. Ho già depositato un’interrogazione nella Commissione parlamentare di merito, di cui sono membro, per sollecitare la decisione.

Anche alla luce dell’emergenza odierna, Toninelli deve decidere.

Certo, correlando i fatti di oggi con la posizione del Comune di Peschiera, uno dei Comuni maggiormente danneggiati dalla lagheggiata, si capisce sempre di più di quanto fosse stonata la richiesta di tenere i livelli proprio a 140 cm.

Riempire il Garda come se fosse una vasca porta a queste situazioni!

E’ urgente aumentare il deflusso del Mincio attraverso la maggiore apertura della diga di Salionze. Adesso, abbassare il livello del Garda è la priorità.

Ma sarà risolutivo? Probabilmente, non del tutto.

Infatti, il lago è tenuto a livelli alti per corrispondere alle mancate nevicate invernali che avrebbero garantito un flusso costante in mancanza del quale ed in previsione della stagione irrigua delle campagne mantovane, normalmente si trattengono le acque nel bacino.

Ma ciò comporta anche questi fenomeni, ovviamente non prevedibili nei periodi in cui non nevica.

Proposta ulteriore

A questo punto, vista l’esperienza, ho proposto al Ministro Toninelli di avviare un tavolo specifico con AIPO, Regioni e Comunità del Garda affinché siano valutate nuove ipotesi con nuovi ed ulteriori livelli da applicare nei casi in cui in inverno non nevica e si presuppone che successivamente, come sempre più spesso accade, si registreranno piogge ed eventi atmosferici intensi.

Uno studio approfondito con le migliori esperienze per trovare la soluzione migliore a casi come quelli di oggi ed evitare, così, condizioni di difficoltà che incideranno anche sul collettore, ormai al collasso.

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