Lo sport nel carcere. Proposta di legge.

Ago 31 2016
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All’interno degli istituti penitenziari la pratica dell’attività sportiva assume un ruolo importante: infatti, attraverso lo sport si impara ad accettare le regole e a collaborare con gli altri.

In un contesto sovraffollato, multietnico e multiculturale, come sono oggi le nostre carceri, lo sport rappresenta un valore aggiunto: è un linguaggio accessibile a tutti e non esclude nessuno. Lo sport può assumere dunque il ruolo di facilitatore dell’integrazione tra mondi, culture, lingue e religioni differenti.
Uno dei problemi principali di chi deve rimanere per lungo tempo in carcere per scontare una condanna è occupare il tempo in maniera proficua, facendo sì che il periodo che trascorrerà recluso non sia solo un’attesa inutile della scarcerazione ma diventi un’occasione per migliorare, per riabilitarsi e per trovare stimoli nuovi.

Il diritto allo sport va riconosciuto anche negli istituti penitenziari.

La proposta di legge che ho sottoscritto con altri colleghi ha come oggetto la promozione all’interno degli istituti penitenziari di un’adeguata e corretta attività fisica e sportiva al fine di migliorare le condizioni di vita dei detenuti e internati, facilitando il loro recupero sociale nonché stimolando la pratica di un’attività fisica sportiva quale strumento per agevolare dinamiche relazionali positive, l’aggregazione e l’incontro tra detenuti e operatori penitenziari.

La proposta, quindi, prevede che per lo svolgimento di attività sportive, gli istituti penitenziari debbano favorire e promuovere l’utilizzo di spazi disponibili attrezzandoli in modo adeguato tenuto conto delle diverse esigenze e delle possibilità offerte dalle rispettive strutture.

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