Migranti, due opzioni diverse e alternative

Giu 14 2018
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Prima di tutto è bene dire che vanno rigettate al mittente le parole volgari e offensive che un esponente francese ha rivolto all’Italia.

Il tema dei migranti che sbarcano sulle nostre coste è stato centrale in questi giorni. Potrei dire che lo è stato per ovvie ragioni, ma è chiaro che non può essere liquidato con una semplice battuta.

Sono comunque emersi due approcci diversissimi: il nostro e quello leghista (non posso dire altro, visto che è sparito il responsabile del governo, il premier Conte).

Il nostro è stato basato su alcuni pilastri: accoglienza, verifica dei requisiti di status dei migranti, espulsioni di coloro che non avevano diritto ad alcuna protezione. Contemporaneamente, abbiamo avanzato la richiesta di modifica del Regolamento di Dublino, sottoscritto dal Governo Berlusconi e causa prima di quanto sta accadendo e proposto il ricollocamento obbligatorio per quote nei vari Paesi europei. Infine, abbiamo lavorato per stabilizzare la Libia e per fare accordi con diversi Paesi del nord Africa per fermare la tratta degli esseri umani.

I risultati più evidenti di questo impegno sono stati la riduzione dell’80% degli sbarchi, la collaborazione militare italiana sulle coste libiche e l’accettazione delle proposte in sede UE nell’ambito della quale, con non poche ipocrisie ed equivoci creati ad arte, nel tempo sono state impedite soluzioni al fenomeno.

La modifica del regolamento di Dublino ha ricevuto il voto favorevole del Parlamento Europeo nel novembre 2017 e nel Consiglio d’Europa di fine mese sarebbe dovuto andare in porto.

Salvini, con i soliti toni roboanti della campagna elettorale, ha avuto un approccio diverso: ha cancellato quanto è stato fatto e ha deciso i respingimenti in mare. Una posizione nuova che, di fatto, sposta l’Italia verso quei Paesi, soprattutto quelli dell’est, che erano contrari a cambiare il Regolamento ed in particolare al ricollocamento obbligatorio dei migranti perché non ne vogliono nel loro territorio.

Il risultato raggiunto dal Governo è questo: il Regolamento di Dublino non sarà cambiato ed i migranti dovranno essere comunque registrati ed ospitati in Italia visto che il ricollocamento non andrà in porto. Ma, si dice, li respingeranno tutti, quindi, il problema non si pone. Non sarà così, i respingimenti non bloccheranno gli sbarchi e chi lo dice fa propaganda.

Ho qualche dubbio anche sul respingimento della nave Acquarius: con l’azione del ministro Minniti i flussi degli arrivi sono diminuiti dell’80 per cento, in generale, e dell’85 per cento per quanto riguarda quelli provenienti dalla Libia. Perché, allora, la chiusura dei porti che avviene solo in casi di emergenza per la sicurezza nazionale? Lo scorso 10 giugno, a urne aperte, quando Salvini ha ingaggiato la battaglia con Malta, non c’era alcuna emergenza migranti. I numeri degli arrivi erano già stati assai contenuti da chi l’ha preceduta. Perché lo ha fatto, allora?

In ogni caso, il paradosso è che per fare il figo, Salvini ha dato una mano a quelli che vogliono che nulla cambi, tanto il peso resta in Italia, mica si sposta a casa loro. Neppure un rifugiato avente diritto è stato accettato da chi ora plaude all’azione di Salvini.

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