Multe, potere e arroganza. Uno scenario triste

Il fattaccio è noto: il deputato di Fratelli d’Italia nonché Presidente del Consiglio Comunale di Verona, Ciro Maschio, in 19 mesi ha ha accumulato più di 100 multe, per un totale di circa 16mila euro da pagare al Comune di Verona.

Una cosa strana perché si tratta di violazioni a ripetizione delle quali certamente l’interessato era venuto a conoscenza sin dall’inizio, 19 mesi fa.

Quindi, il primo dato negativo è che nonostante sapesse delle infrazioni fatte, ha perseverato scientemente nel comportamento di violare il divieto imposto di transitare in Corso S. Anastasia con l’auto propria.

Perché si è comportato così?

Non contento di questo atteggiamento, il deputato Maschio ha lamentato che, a differenza di un comune cittadino, la norma gli ha impedito di far ricorso contro i divieti di circolazioni introdotti dal Comune.

Infatti, se un consigliere comunale avvia un contenzioso contro il Comune per il quale riveste la carica, per legge decade.

Però, secondo dato negativo, quella lamentale tradisce il fatto che lui contesta il divieto di transitare in centro, fatto già di per sé censurabile e che per questo si arroga il diritto di non pagare, come diversamente farebbe un qualsiasi cittadino.

Perché si è comportato così?

I fatti evidenziano una certa arroganza nei confronti delle Istituzioni (il Comune di cui è Presidente del Consiglio Comunale, peraltro)e  nella ricerca delle soluzioni a proprio favore (il non pagare le multe), arroganza condita dall’autoattribuzione di “poteri” che nessuna comunità può avergli conferito (il trasgredire i divieti sapendo di farlo).

Ma adesso, paga?

Probabilmente, si. Infatti, la sua messa in mora da parte del Comune provocherebbe comunque la decadenza dall’incarico, cosa che vorrebbe evitare, visto che non faceva ricorso contro le multe per lo stesso motivo.

Quindi, egli aderisce a rispettare le regole e a pagare soltanto perché rischia di decadere da Consigliere Comunale?

Anziché chiedere scusa per questi comportamenti contrari a qualsiasi dovere civico, a maggior ragione per gli esempi che una carica istituzionale dovrebbe dare, l’interessato ha fornito inverosimili (e sciocche) scusanti.

Resta una domanda: a chi viene concesso di accumulare decine e decine di multe per migliaia di euro? E perché il Comune non è intervenuto in questi 19 mesi? Se non fosse stato deputato e Presidente del Consiglio Comunale della maggioranza, sarebbe stato trattato in altro modo?

Solitamente, infatti, per i “normali” cittadini ci sono procedure molto rigide che prevedono in caso di multe non pagate anche il blocco dell’auto.

Mah, siamo di fronte a fatti che denotano uno scadimento generalizzato del senso comune di solidarietà e rispetto verso le Istituzioni e verso la comunità veronese.

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