Mutui sulla casa e pignoramenti, alcune informazioni utili.

Mar 03 2016
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Mutui sulla casa e pignoramenti, alcune informazioni utili.

La vicenda ha origine nella decisione del Parlamento europeo che ha approvato una direttiva che si pone l’obiettivo di aumentare il livello di protezione del consumatore.
Come è previsto, il Governo italiano ha recepito la direttiva Ue con uno schema di decreto legislativo inviato al Parlamento per l’espressione dei previsti pareri.

Come funziona oggi?

Nei casi in cui il cliente per vari motivi non pagasse più le rate del mutuo contratto con un istituto di credito, la banca ha la possibilità di rientrare in possesso dei “soldi prestati” rivolgendosi al Tribunale. Il ritardato pagamento scatta dal 30esimo al 180esimo giorno successivo alla scadenza della rata di mutuo.
Se per motivi particolari non è possibile far fronte alle rate, è possibile sospendere il mutuo fino a 18 mesi, purché il reddito ISEE sia inferiori ai 30mila euro e la casa sia stata pagata meno di 250mila euro.

Cosa cambia la direttiva UE?

Nei finanziamenti ipotecari è previsto l’inserimento di una clausola che consentirebbe alle banche di rientrare in possesso dell’immobile in caso di inadempienza del cliente in maniera quasi automatica, eliminando il passaggio in Tribunale. Il cambiamento rilevante risiede proprio nel mancato ricorso ai giudici.

La Direttiva UE é piuttosto dura. In merito, ci siamo posti un obiettivo di fondo: tutelare il consumatore attraverso l’estensione delle garanzie. Quindi, le nostre proposte correttive del decreto sono:

La nuova normativa sull’inadempimento non si applica ai contratti oggi in essere neanche in caso di surroga di questi contratti anche se la surroga offrisse al momento della stipula maggiori vantaggi per il cittadino.
La clausola di inadempimento è facoltativa e la banca non può obbligare il cittadino a sottoscriverla. Quindi, la clausola va inserita nel contratto del mutuo.
E’ considerato inadempimento la morosità di almeno 18 rate e non più sette (va specificato che nel caso di inadempienza, già oggi la banca ha la facoltà e non l’obbligo di risolvere il contratto di mutuo).
In caso di inadempimento la casa può essere messa in vendita solo con uno specifico atto di disposizione dell’immobile da parte del consumatore.
Viene confermato il divieto al “patto commissorio” previsto dall’art. 2744 del Codice Civile. In altre parole, si impedisce alla banca di vendere direttamente la casa e di trattenere il surplus eventualmente derivante tra il valor dell’immobile e il ricavato della vendita.
Viene disciplinato per legge il cosiddetto “patto marciano”, già riconosciuto dalla giurisprudenza. In pratica, la banca può trattenere dopo la vendita della casa solo quanto ancora dovuto ed è obbligata a restituire al consumatore l’eventuale eccedenza.
In ogni caso, il trasferimento del bene immobile alla banca, a seguito dell’inadempimento, comporta l’estinzione del debito anche se il valore dell’immobile è inferiore a quello del debito residuo. Si evita così la procedura giudiziaria, con conseguenti risparmi di spesa per il cittadino, e il deprezzamento del bene immobile.
La valutazione della casa, successivamente all’inadempimento, deve essere effettuata da un perito indipendente nominato dal tribunale.
Il consumatore deve essere assistito da un esperto di sua fiducia.
Su tutta la procedura che deriva dall’inadempienza deve vigilare la Banca d’Italia.

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