Natante dei pompieri sul Lago di Garda. I soldi restino comunque a Verona

Set 13 2017
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Il presidio dei Vigili del Fuoco di Bardolino non dispone di un natante adeguato al livello di rischio potenziale esistente, soprattutto nel periodo estivo.
In merito, per superare questo limite, il Corpo nazionale ha destinato nel 2016 la somma di 250mila euro circa.
Contemporaneamente, un gruppo di lavoro istituito localmente ha individuato una soluzione per la quale è stato stimato un costo di circa 570mila euro. La parte restante dell’importo rispetto a quanto già stanziato a livello nazionale, sarebbe a carico dei Comuni lacuali.
La notizia di oggi è che ci sono difficoltà per diversi Comuni lacuali di far fronte alla compartecipazione finanziaria per l’acquisto del natante.
L’ho sempre detto: ai Comuni non spetta disporre sulla sicurezza ed i soldi per il nuovo natante dei Vigili del Fuoco di Bardolino deve metterceli lo Stato.
Immaginavo questa situazione.
Ricordo, ancora una volta, che la spesa di 570 mila euro per un natante è stata decisa da un gruppo di studio costituito a Verona e non da Roma.
Quel gruppo aveva ipotizzato la compartecipazione dei Comuni come fatto assodato. Non è stato così e già allora avevo chiesto di specificare che nel caso i Comuni non fossero riusciti a reperire le risorse necessarie, la provvista decisa dal Corpo nazionale doveva restare comunque a Verona.
Avevo chiesto di aggiungere una seconda possibilità: quella di acquisire un natante anche solo con la cifra oggi certamente a disposizione con il finanziamento nazionale.
Non credo che il finanziamento nazionale di 250 mila euro fosse legato al progetto di compartecipazione. Anzi, in diverse occasioni mi è stato specificato che i soldi statali sarebbero stati sufficienti per acquistare un natante adeguato al Lago di Garda. Se non fosse così sarebbe un disastro.
Di fronte al possibile fallimento, occorre recuperare ed in fretta.
Infatti, non è sicuro che i soldi stanziati per il 2016, lo saranno anche per l’anno prossimo.
Ho chiesto al Ministro Minniti di riesaminare la decisione presa a suo tempo  dal gruppo di lavoro veronese e di avviare la procedura per acquisire comunque un natante, anche solo con le risorse già stanziate. I 250 mila euro, appunto.

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