‘ndrangheta a Verona. Sempre più una certezza, purtroppo.

Ott 30 2015
(0) Comments
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus

La presenza della ndrangheta a Verona è una certezza.
Grazie al lavoro dei Carabinieri, si conferma la strategia della ndrangheta: entrare nell’economia legale veronese, inquinarla con le ingenti risorse di cui dispongono, riuscire a governare interi comparti economici al fine di riciclare denaro oltre che orientarne gli sviluppi.
Possiamo permettercelo? L’ostinato silenzio sul grave fenomeno da parte della politica e delle Istituzioni locali sono la risposta da dare?

Come già emerso nel corso della visita della Commissione Antimafia in città il 30 marzo scorso, anche stavolta Verona è finita sotto i riflettori per la presenza di aziende e persone riconducibili anche a Nicolino Grande Aracri, quasi a conferma di una possibile “assegnazione” della nostra provincia a questo segmento della criminalità organizzata.
Stupisce anche il fatto che per sfuggire da indagini in corso in altre Regioni d’Italia, aziende incriminate si trasferiscono a Verona. Una scelta sicuramente non casuale, probabilmente dettata dal fatto che qui vi è un “tessuto ricettivo” maggiore o una presenza più capillare di “amici” rispetto ad altre località.
La mafia qui, in una provincia come la nostra economicamente dinamica, danneggia la concorrenza che non sarà più garantita solo dalle capacità imprenditoriali. A questo proposito, i diversi incendi ad aziende e mezzi tecnici sono l’altra faccia della medaglia. Da una parte l’operatività di aziende e dall’altra l’intimidazione. E che dire della nostra sicurezza?

Contrastare il fenomeno criminoso è dovere di tutti. Carnevalate come indossare un giubbino antiproiettile in segno di scherno, minimizzare gli incontri degli amministratori pubblici con affiliati alla ndrangheta, aggredire la Presidente della Commissione Antimafia e definire fango le indagini dei Carabinieri, animano solo lo scontro politico ma rendono il clima ancora più tollerante alle infiltrazioni.
Vista la pericolosità del fenomeno criminale a Verona è necessaria un’ offensiva dell’intera società veronese, istituzioni in primis, in modo da sviluppare gli anticorpi al cancro mafioso. Lo Stato sta facendo la sua parte, in primis nella persona del Prefetto Mulas. Ci aspettiamo altre interdittive, ma adesso tocca anche a Comune e Provincia fare la propria parte.

Con il collega Naccarato depositeremo un’interrogazione parlamentare in primis per rinnovare la richiesta al Ministro Alfano di presenziare un Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica specificatamente dedicato alla presenza malavitosa a Verona ed in secondo luogo per approfondire meglio la rete relazionale veronese che circondava le società e le persone interessate.
Servono atti concreti e visibili per stimolare tutti i sensori locali verso i reati spia che ormai, sebbene non si contino più, pare che non siano pienamente colti dalle nostre istituzioni amministrative.

Commenti

Related Posts