Necessario aiutare le imprese. Il caso di Affi

Ad Affi la ditta aggiudicataria dei lavori per la costruzione della scuola elementare ha rinunciato all’appalto alle condizioni offerte in sede di gara perché con i costi attuali la spesa è lievitata a 3 milioni e 200 mila euro: 600 mila euro in più rispetto al costo stimato di 2 milioni e 600 mila euro a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime.

Di quell’appalto, un milione e 122 mila euro erano già stati concessi dal Ministero dell’Istruzione.

Quanto sta accadendo ad Affi è un campanello d’allarme nazionale.

L’aumento del costo dei materiali edili e la difficoltà nel reperirli è, purtroppo, una piaga che sta divorando la redditività delle imprese italiane e, quindi, la loro sopravvivenza.

La ditta aggiudicataria dei lavori che ha rinunciato all’appalto alle condizioni offerte in sede di gara è una di queste e, pertanto, va certamente aiutata.

Non possiamo permetterci di perdere le attività economiche.

Se il sistema va in crisi ne soffriranno anche i territori, come Affi, dove non si realizzeranno le opere a scapito dei servizi per la comunità residente.

Sono preoccupato dello tsunami che l’aumento dei prezzi delle materie prime – nel 2021 il prezzo dell’acciaio ha registrato un aumento di oltre il 150%, come per le materie plastiche – potrà comportare.

Bisognerà certamente approfondire la vicenda di Affi, ovvero se nel contratto fosse prevista una clausola di adeguamento dei prezzi di carattere generale, in virtù di un aumento dei costi delle materie prime, ma certamente quel Comune va sostenuto in questo momento.

Per questo, presenterò un’interrogazione al Ministro Bianchi per tenere fermo il finanziamento statale già devoluto per la costruzione della scuola elementare di Affi, in ragione di questa eccezionalità indipendente dalla volontà della ditta, e al Ministro Giovannini affinché lo stesso principio del Decreto Sostegni bis sia inserito nel decreto ter in discussione al Senato.

Infatti, a luglio scorso, per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi di alcuni materiali da costruzione, per i contratti in corso di esecuzione abbiamo deciso la compensazione, su richiesta dall’appaltatore alla stazione appaltante, delle variazioni in aumento eccedenti l’8% dei relativi prezzi e, per questo, era stato istituito un fondo di 100 milioni di euro per l’anno 2021.

In ogni caso, in merito al decreto Sostegni Ter, oggi al Senato, presenterò uno specifico emendamento per risolvere i casi come quello di Affi, in particolare affrontando il tema degli appalti non in corso di esecuzione e, peraltro, in parte finanziato dallo Stato, come è il caso della scuola elementare.

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