Nuova missione italiana sulle coste libiche

Ago 02 2017
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Dal 1° agosto al 31 dicembre 2017 l’Italia parteciperà ad una missione di supporto alla Guardia costiera libica per perseguire una serie di compiti aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal dispositivo aeronavale nazionale già presente nell’area del Mediterraneo centrale per garantirne la sorveglianza e la sicurezza.

Nel dettaglio, il supporto alle forze di sicurezza libiche è finalizzato alle attività di controllo e contrasto dell’immigrazione illegale e del traffico di esseri umani, garantirà:

  • la protezione e la difesa dei mezzi del Consiglio presidenziale – Governo di accordo nazionale libico (GNA) che operano per il controllo ed il contrasto dell’immigrazione illegale, distaccando, una o più unità assegnate al dispositivo per operare nelle acque territoriali e interne della Libia controllate dal Consiglio presidenziale – Governo di Accordo Nazionale (GNA) in supporto a unità navali libiche;
  • la ricognizione in territorio libico per la determinazione delle attività di supporto da svolgere;
  • la possibilità di svolgere attività di collegamento e consulenza a favore della Marina e Guardia costiera libica e la collaborazione per la costituzione di un centro operativo marittimo in territorio libico per la sorveglianza, la cooperazione marittima e il coordinamento delle attività congiunte.

Inoltre, potranno essere svolte attività per il ripristino dell’efficienza degli assetti terrestri, navali e aerei, comprese le relative infrastrutture, funzionali al supporto per il contrasto dell’immigrazione illegale.

La decisione di sostegno italiano è in linea con le due risoluzioni ONU sulla Libia: una chiede agli Stati membri di rispondere urgentemente alle richieste di assistenza del Governo di accordo nazionale; l’altra chiede agli Stati membri di assistere il Governo libico nel contrasto al traffico dei migranti.

La missione è stata richiesta dal Governo di accordo nazionale libico. Una svolta avvenuta in un contesto di assoluta fiducia reciproca, una fiducia che viene da lontano e che il Governo di accordo nazionale ci riserva per il comportamento che il nostro Paese ha tenuto in questi anni.
Un comportamento scevro da propaganda, proposte irrealizzabili, fantasie, ma sempre e comunque rispettoso del quadro delle regole internazionali, delle decisioni della comunità internazionale che l’Italia stessa ha contribuito a formare, della sovranità libica  e della nostra volontà di lavorare con loro, senza imporre le nostre ricette.
La richiesta di supporto offre, quindi, due certezze: sgombra il campo dalle visioni strumentali prospettate a seguito dell’incontro parigino tra Al Serraj ed il Gen. Haftar e riconosce all’Italia un ruolo primario nella vicenda libica, frutto della fiducia che quel Paese ripone nel nostro.

In questi anni l’Italia non è stata ferma, perché la stabilità della Libia è interesse nazionale, e non solo per la questione migranti. Avere a pochi metri uno Stato fallito pone condizioni nuove e pericolose nell’intera area del mediterraneo a noi confinante.

Per ulteriori informazioni sul ruolo dell’Italia, guarda il video del mio intervento in aula (https://www.vincenzodarienzo.it/media/missione-italiana-libia/)

 

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