Nuovo collettore, i dubbi sulla relazione geologica

Lug 24 2019
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L’importo della relazione geologica a base della procedura negoziata separata da quella che è stata seguita per affidare la progettazione definitiva del nuovo collettore fognario del Lago di Garda è particolarmente elevato. Inoltre, siamo sicuri che la procedura sia stata corretta? Interrogazioni ai Ministri dell’Ambiente e delle Infrastrutture.

Nonostante la società progettista HMR abbia offerto in sede di gara la stesura della relazione geologica (i cui oneri, pertanto, si ritengono inclusi nell’importo di contratto che è poco più di 469mila euro), la medesima è stata comunque successivamente oggetto di una procedura negoziata svolta nel mese di aprile 2019 da parte di AGS per un importo di 176.800 euro che, nei fatti, è una cifra pari ad 1/3 della cifra offerta dalla HMR per redigere l’intero progetto, compresa la stessa relazione geologica.

Peraltro, la procedura negoziata si riferisce, oltre al progetto definitivo affidato ad altro soggetto e all’epoca della gara pressochè concluso, alla redazione della relazione geologica richiesta su base bibliografica per il progetto di fattibilità tecnico economica, ovvero per un atto già redatto e approvato circa due anni prima.

Non risulta che la cifra in questione sia stata decurtata dell’importo stabilito a termine gara a favore della società HMR di Padova (che ha offerto la relazione geologica compresa tra tutti i molteplici elaborati previsti dal Progetto Definitivo). In ipotesi, si potrebbe determinare, in questo modo, sia una notevole spesa pubblica ulteriore (ben 176.800 €) a fronte di una relazione già oggetto di offerta (e di contratto) di altro soggetto, sia un vantaggio economico per la ditta vincitrice del bando in ragione del fatto che ne aveva compreso i costi relativi nell’offerta stessa (e che verosimilmente è stata dispensata dalla redazione di tale relazione).

Ho depositato un’interrogazione al Ministro per l’Ambiente. Ho chiesto:

  • se risulta corretta la procedura seguita circa la redazione della relazione geologica per un atto già approvato in passato, atteso che è stata chiesta la medesima relazione per la stesura del progetto definitivo oggetto della medesima procedura negoziata;
  • se la cifra posta a base della procedura, 176.800 euro, sia corrispondente ai valori che il mercato impone per atti della medesima natura;
  • se corrisponde alla procedura normativamente prevista il conferimento di un incarico per la redazione della relazione geologica nonostante già oggetto di incarico (perché offerta e oggetto di contratto) della società vincitrice del bando di progettazione e se l’importo relativo può essere comunque riconosciuto in capo alla medesima, senza alcuna decurtazione.

Sulla procedura stessa, poi, ho qualche dubbio.

Per l’affidamento della relazione geologica è stata seguita una procedura negoziata semplificata, però ai sensi dell’art. 36 lettera c) del Codice degli appalti) e non dell’art. 36 lettera b), come ragionevolmente penso avrebbe dovuto essere.

Infatti, la lettera c) citata si riferisce a lavori per i quali il limite per la procedura negoziata è 1 milione €, mentre per i servizi in genere, occorre fare riferimento alla lettera b) ove il limite è dato dalle soglie comunitarie.

Inoltre, per i servizi di ingegneria, come pare più precisamente il caso in esame, non pare esistano dubbi sulla necessità di espletare la gara, ai sensi dell’art. 157 del Codice degli Appalti in vigore alla data dell’11 marzo 2019 (è stato cambiato in Aprile 2019).

Per quanto sopra, ho il dubbio, se confermata l’erronea attribuzione normativa, che la procedura adottata da AGS per l’affidamento della relazione geologica si sarebbe potuta applicare sono in casi particolari disciplinati dalla legge che non mi pare siano presenti nella fattispecie.

Ho depositato una interrogazione al Ministro Toninelli per conforto su questo punto specifico.

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