Parliamo di Bibbiano, e degli sciacalli

Dic 07 2019
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Dunque, dopo alcuni mesi e tante cose dette, molte delle quali di una violenza tale da non avere alcuna giustificazione, è stato accertato che il sindaco di Bibbiano fu arrestato illegittimamente.

Quel sindaco venne arrestato a seguito dell’inchiesta sui presunti affidi illeciti di minori, per abuso d’ufficio e falso, perché accusato di aver affidato spazi per la cura di minori senza una procedura a evidenza pubblica.

Quell’arresto fu da subito usato per avviare una propaganda con una teoria di fondo: “il Pd partito di Bibbiano”, ovvero di un partito che strappa illecitamente i figli alle legittime famiglie e, pertanto, pericoloso.

Ne seguì una violenta campagna mediatica e politica, nonostante le imputazioni del sindaco non avessero a che fare con quanto subito da famiglie e bambini.

Salvini, Meloni e Di Maio giocavano a gara a chi la sparava più grossa, con teorie farneticanti e strampalate, degne di persone che normalmente fanno dello sciacallaggio una fonte della propria iniziativa politica.

Ricordo che anche in Senato la candidata leghista per l’Emilia Romagna si presentò con una maglietta con la scritta “Parliamo di Bibbiano”.

Una “motta” di sciacalli delle quali l’Italia potrebbe fare tranquillamente a meno.

Ebbene, tutto questo non doveva essere. Infatti, la Corte di Cassazione ha giudicato illegittimo quell’arresto avvenuto in luglio. In pratica, non solo quel sindaco non ha nulla a che vedere con gli affidi, ma non doveva neanche essere arrestato.

La notizia non ha avuto la stessa eco dell’arresto e i responsabili dello sciacallaggio sono stati denunciati dal sindaco.

Resta un dato incontrovertibile: chi si candida per ruoli importanti, non ha vergogna di aderire alle menzogne e di far parte di campagne stampa di odio e rancore.

Inutile domandarsi se chiederanno scusa. Non lo faranno, confermando la loro indole malevola e malvagia.

E’ gente che normalmente in una comunità viene guardata con sospetto e spesso allontanata.

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