Pensioni, investimenti, scuola e assunzioni

Gen 01 2019
(0) Comments
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus

In queste quattro parole si condensano i danni che saranno arrecati agli italiani a causa delle scelte fatte dal Governo grillo leghista.

Rivalutazione delle pensioni

Un Paese che cresce garantisce i patti con i propri cittadini. Il taglio della rivalutazione dell’assegno pensionistico, che toglierà dalle tasche dei pensionati 2,2 miliardi in tre anni, viola quel patto.

Era previsto che da quest’anno – dopo anni di blocco –  le pensioni fossero più alte in valore nominale, perché maggiormente adeguate all’andamento dell’inflazione. Invece, il Governo ha deciso di colpire le pensioni nette da 1.200 euro in su, decurtando l’adeguamento con tagli dal 3% al 60% della rivalutazione.

Investimenti pubblici

Un Paese cresce se fa investimenti pubblici. Al contrario, questo Governo ha tagliato le risorse pubbliche per gli investimenti nel 2019 diminuiscono di 1,063 miliardi rispetto al 2018.

Complessivamente, però, il piano degli investimenti è stato sforbiciato per 4 miliardi, con gravi ripercussioni per il Fondo per lo sviluppo e Ferrovie dello Stato.

Tagli alla scuola

Un Paese cresce se garantisce a tutti un’istruzione efficiente ed efficace. Ed invece, già dal 2019 viene tagliata l’alternanza scuola-lavoro e la formazione iniziale dei docenti.

Il taglio più importante, però, riguarda il triennio: gli stanziamenti per l’istruzione scolastica passeranno da 48,37 miliardi a 44,47 di qui al 2021, 4 miliardi in meno. Particolarmente grave è la voce “interventi di integrazione scolastica degli studenti con bisogni educativi speciali incluse le spese del personale (docenti di sostegno): qui si passa da 3,4 a 2,4 miliardi nella scuola primaria e da 1.4 a 1.1 in quella secondaria. Un taglio netto di oltre 1 miliardo tutto sulle spalle dei più fragili.

Blocco delle assunzioni

Un Paese che cresce, crea lavoro e occupazione. Invece, fino al 15 novembre 2019 non potrà essere assunto personale da parte di Presidenza del Consiglio, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali e università.

Un Paese che si comporta così, non cresce, arretra!

Commenti

Related Posts