Perché la Francia? E l’Italia rischia qualcosa?

Lug 15 2016
(0) Comments
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus

Perché la Francia sembra l’obiettivo principale dei terroristi di matrice islamista?
Premetto che lo stato islamico non può essere sconfitto solo con la forza militare nei luoghi in cui è presente, bensì anche con operazioni coordinate e pianificate con un chiaro intento politico a valere in ogni parte del mondo.

Provo a ragionare alla luce degli incontri tenuti dalla Commissione sul tema, nella consapevolezza che è comunque difficile dire in assoluto il motivo – se poi esiste – di tale accanimento.

La Francia è uno dei due Paesi europei, con la Gran Bretagna, che sta bombardando le postazioni dell’Isis in Iraq. Tant’è che da quelle parti sono partiti più inviti ai musulmani francesi di “lanciare attacchi da lupi solitari in tutto il Paese” e di “unirsi alla lotta dei fratelli in Siria e in Iraq” e, se non possibile, “di avvelenare l’acqua o investire i passanti”.

L’Isis cerca un obiettivo simbolico: la Francia rappresenta bene l’Europa. Colpire la quotidianità e l’ordinarietà di certi momenti significa colpire la vita di tutti noi e quello spirito e sentimento di libertà che noi tutti cerchiamo.

Dal punto di vista politico-militare, la Francia più degli altri paesi europei è quello maggiormente esposto contro la lotta al terrorismo islamista con i bombardamenti aerei e la vendita di armi ai Paesi alleati del Golfo, ma anche  in Africa saheliana e nell’Africa mediterranea (Libia e Mali). Di fatto, la Francia è percepita nel mondo islamico come una potenza colonialista.

Pare sia influente anche il fatto che molti terroristi sono francesi di seconda o terza generazione, alcuni dei quali cresciuti ai margini della società e in aperto contrasto con i valori del la loro nuova patria.

E l’Italia?

Non è indifferente il fatto che l’Italia, sebbene abbia ruoli di sostegno a favore della coalizione internazionale, svolge anche compiti di addestramento delle Forze di polizia, curda e irachena e, quindi, sia in Siria/Iraq ma anche in Kossovo, Afghanistan e Libia – altri Paesi musulmani in cui sono presenti le nostre Forze Armate – svolge funzioni di “costruzione” e di stabilizzazione di quei paesi e non di contrasto al mondo musulmano.

Sono azioni che conferiscono all’Italia caratteristiche molto diverse da quelle che connotano la Francia, tant’è che non risultano minacce dello stesso tenore di quelle che ho citato in precedenza contro il nostro Paese.

In ogni caso, il terrorismo va condannato e combattuto affinché l’aggressione ai nostri valori – che sono uguali a quelli francesi – sia respinta con forza.

Commenti

Related Posts