PNRR, cosa è cambiato da Conte a Draghi?

Sento sempre più persone che affermano che con Draghi “finalmente” c’è discontinuità rispetto al Governo Conte, a partire dalle “sostanziali” modifiche progettuali ed economiche che Draghi avrebbe operato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza finanziato con i fondi del Next Generation EU.

Il messaggio è chiaro: da quando ci sono loro, Lega, Forza Italia e Italia Viva, le cose vanno meglio. Io penso, invece, che abbiano solo necessità di dire che qualcosa è cambiata.

Con l’aiuto della matematica, si capisce meglio.

Dunque, il PNRR del governo Draghi prevede spese per 235 miliardi, solo 12 miliardi in più di quella del governo Conte (223 miliardi) in termini netti, peraltro come risultante di diverse allocazione di risorse.

In questa tabella è possibile vedere le differenze.

Missioni PNRR Draghi PNRR Conte Differenza
Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura 49,86 46,18 3,68
Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica 69,94 68,9 1,04
Istruzione e Ricerca 33,81 28,49 5,32
Inclusione e Coesione 29,83 27,62 2,21
Salute 20,23 19,72 0,51
Totale 235,12 222,90 12,22

Per quanto concerne l’impatto sul Pil nei prossimi anni (2021-2026), invece, Draghi lo ha rivisto al rialzo. Infatti, nel 2026 il Pil dovrebbe crescere di + 3,6 punti contro il +3,0 per cento del Piano di Conte

La matematica non è un’opinione e dalla valutazione dei dati economici dei due Piani si capisce bene che le modifiche al Piano di Conte sono state minime, comunque tali da sgombrare il campo dalla propaganda di coloro che, sull’accusa che il Governo Conte non era in grado di progettare il futuro, hanno favorito la nascita del Governo Draghi, in primis Renzi.

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