Programma innovativo della qualità dell’abitare

Ho presentato una proposta di legge sul tema del diritto alla casa ed in particolare nel comparto dell’edilizia sociale pubblica a favore delle persone e delle famiglie meno abbienti. Ne ho parlato qui https://www.vincenzodarienzo.it/ridurre-il-disagio-abitativo-dei-nuclei-familiari-svantaggiati/

Con questa nota, elenco il programma sulle politiche abitative finanziato dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza.

L’intervento è gestito dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ed è finalizzato alla realizzazione di nuove strutture di edilizia residenziale pubblica, per ridurre le difficoltà abitative, con particolare riferimento al patrimonio pubblico esistente, e alla riqualificazione delle aree degradate, puntando principalmente sull’innovazione verde e sulla sostenibilità.

Risorse disponibili

2,8 miliardi di euro in prestiti, così distribuiti.

Quanto alla prima linea di intervento:

  • 100 nel 2022
  • 200 nel 2023
  • 300 nel 2024
  • 300 nel 2025
  • 500 nel 2026

Quanto alla seconda linea di intervento:

  • 200 nel 2022
  • 100 nel 2023
  • 300 nel 2024
  • 400 nel 2025
  • 400 nel 2026

L’investimento si articola in due linee di interventi, da realizzare senza consumo di nuovo suolo:

  • riqualificazione e aumento dell’housing sociale,
  • ristrutturazione e rigenerazione della qualità urbana,
  • miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza,
  • mitigazione della carenza abitativa e aumento della qualità ambientale migliorando la resilienza ai cambiamenti climatici anche mediante interventi che hanno un impatto sull’addensamento urbano; utilizzo di modelli e strumenti innovativi per la gestione, l’inclusione e il benessere urbano nonché di processi partecipativi;
  • interventi sull’edilizia residenziale pubblica.

La selezione delle proposte di finanziamento avverrà attraverso indicatori volti a valutare l’impatto ambientale, sociale, culturale, urbano-territoriale, economico-finanziario e tecnologico-processuale dei progetti.

Entro il primo trimestre del 2022 (traguardo) devono essere firmate le convenzioni per la riqualificazione e l’incremento dell’edilizia sociale da parte di almeno 15 regioni e province autonome (compresi comuni e/o città metropolitane situati in tali territori).

Entro il primo trimestre del 2026 (obiettivo) deve essere assicurato un sostegno a 10.000 unità abitative (in termini sia di costruzione che di riqualificazione), con interventi che coprano almeno 800.000 metri quadrati di spazi pubblici.

Fondo complementare PNRR

Le risorse del Piano nazionale per gli investimenti complementari, da destinare al programma “Sicuro, verde e sociale”, per interventi di riqualificazione edilizia residenziale pubblica, sono pari a 2 miliardi di euro per gli anni dal 2021 al 2026, secondo le seguenti modalità:

  • 200 milioni per l’anno 2021;
  • 400 milioni per l’anno 2022;
  • 350 milioni per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026.

Le risorse sono destinate al finanziamento di un Programma di interventi di riqualificazione della edilizia residenziale pubblica, al fine di favorire l’incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà di Regioni, Comuni, ex Istituti autonomi case popolari, e degli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità degli ex Istituti autonomi case popolari.

Nello specifico, il Programma di interventi di riqualificazione della edilizia residenziale pubblica deve finanziare la realizzazione di:

  • interventi diretti alla verifica e alla valutazione della sicurezza sismica e statica di edifici di edilizia residenziale pubblica e realizzazione di progetti di miglioramento o di adeguamento sismico;
  • interventi di efficientamento energetico di alloggi, ovvero di edifici di edilizia residenziale pubblica, ivi comprese le relative progettazioni;
  • interventi di razionalizzazione degli spazi di edilizia residenziale pubblica, ivi compresi gli interventi di frazionamento e ridimensionamento degli alloggi, se eseguiti congiuntamente ad uno degli interventi di cui ai due punti precedenti;
  • interventi di riqualificazione degli spazi pubblici se eseguiti congiuntamente ad uno degli interventi di cui alle lettere a) e b), ivi compresi i progetti di miglioramento e valorizzazione delle aree verdi, dell’ambito urbano di pertinenza degli immobili oggetto di intervento;
  • operazioni di acquisto di immobili, da destinare alla sistemazione temporanea degli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, oggetto degli interventi di cui ai primi due punti. La condizione prevista in tal caso è che gli immobili da acquistare siano in possesso di caratteristiche energetiche e antisismiche almeno pari a quelle indicate come requisito minimo da raggiungere per gli immobili oggetto degli interventi di cui alle previsioni dei primi due punti. Per tali può essere destinato un importo non superiore al dieci per cento del totale delle risorse;
  • locazione di alloggi da destinare temporaneamente agli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica, oggetto degli interventi di cui alle lettere a) e b);
  • interventi di ristrutturazione e riqualificazione di alloggi e immobili già destinati a edilizia residenziale pubblica;
  • interventi finalizzati al riutilizzo, al completamento o alla riconversione a edilizia residenziale sociale di immobili pubblici e privati in disuso, sfitti o abbandonati, liberi da qualunque vincolo.

Da ricordare anche:

  • l’housing temporaneo, con la messa a disposizione fino a 24 mesi, da parte dei Comuni (singoli o associati), di appartamenti per singoli/piccoli gruppi/famiglie, preferibilmente attraverso la ristrutturazione e il rinnovo degli immobili di proprietà dello Stato. I progetti devono essere accompagnati da programmi a favore dello sviluppo e dell’autosufficienza attraverso lo sviluppo della crescita personale e aiutarli a raggiungere un maggiore grado di autonomia.

All’intervento sono stati destinati 177,5 milioni.

Il periodo di attuazione è stimato dal 2022 al 2026.

Nel primo trimestre del 2022, il piano operativo relativo ai progetti di Housing First (e stazioni di posta) dovrà definire i requisiti dei progetti che possono essere presentati dagli enti locali nonché degli inviti a presentare proposte.

Nel primo trimestre del 2026, almeno 25.000 persone che vivono in condizioni di grave deprivazione materiale dovranno ricevere un alloggio temporaneo, per almeno 6 mesi, grazie ai progetti di Housing First (e stazioni di posta).

  • la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie(0,30 miliardi). La misura prevede la riqualificazione e valorizzazione di almeno 200 beni confiscati alla criminalità organizzata per il potenziamento del social housing, la rigenerazione urbana e il rafforzamento dei servizi pubblici di prossimità, il potenziamento dei servizi socio-culturali a favore delle giovani e l’aumento delle opportunità di lavoro.
  • i Piani Urbani Integratiper il superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura, con risorse per 200 milioni di euro.
  • per quanto concerne il Superbonus 110%, come disciplinato dall’articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, i soggetti destinatari delle risorse sono i condomini e le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione; gli istituti autonomi case popolari (IACP); le cooperative di abitazione a proprietà indivisa; le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali e regionali; nonché le associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nell’apposito registro. L’estensione del Superbonus al 110% agli IACP ha un ruolo di contrasto alle diseguaglianze di genere posto che la carenza abitativa si riflette differentemente su uomini e donne per via del diverso ruolo familiare loro attribuito e del fatto che la maggior parte delle famiglie monoparentali sono affidate a donne.
  • agli investimenti si affiancano le semplificazioniin materia di edilizia e urbanistica e di interventi per la rigenerazione urbana allo scopo di accelerare l’efficientamento energetico e la rigenerazione urbana, rimuovendo gli ostacoli burocratici all’utilizzo del Superbonus 110%.
  • con la legge di bilancio 2020 (L. 160/2019) è stato previsto l’adozione di un Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, finalizzato alla riduzione del disagio abitativo con particolare riferimento alle periferie in un’ottica di sostenibilità e densificazione e senza consumo di nuovo suolo, mediante l’istituzione di un apposito fondo con una dotazione complessiva in termini di competenza e cassa pari a 853,81 milioni euro per gli anni 2020-2033 (art. 1, commi 437-444). Con il decreto interministeriale 16 settembre 2020 sono state pubblicate le procedure per la presentazione delle proposte, dei criteri per la valutazione e delle modalità di erogazione dei finanziamenti per l’attuazione del Programma. Nel mese di febbraio 2021, è stata, inoltre, presentata al Parlamento la prima Relazione annuale che descrive lo stato di avanzamento del citato Programma (allegata). I soggetti destinatari, in prima battuta, delle risorse previste per gli investimenti afferenti al settore rigenerazione urbana e housing sociale sono gli enti territoriali (regioni, province autonome, città metropolitane e comuni) e, indirettamente, l’intera cittadinanza.

l’art. 5 del D.L. 32/2019 che ha introdotto modifiche al D.P.R. 380/2001 (Testo unico in materia edilizia) volte a favorire la rigenerazione urbana e la riqualificazione del patrimonio edilizio e delle aree urbane degradate. Successivamente, ulteriori modifiche al testo unico dell’edilizia sono state dall’art. 10 del D.L. 76/2020 (cd. decreto semplificazioni). Il comma 1 reca una serie di modifiche al DPR. 380/2001 finalizzate a semplificare le procedure edilizie e assicurare il recupero e la qualificazione del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo

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