Proposta grillina..come prendere in giro gli italiani.

Oggi non si parla d’altro: i grillini propongono il loro sistema elettorale e chiedono il voto il 10 settembre prossimo. Dicono che è necessario, perché è l’unico modo per impedire che scatti il diritto alla pensione contributiva dei parlamentari in carica.

Legittima la proposta e legittima la richiesta…se non fosse che sia solo propaganda.

Vediamo perché.

Innanzitutto, per impedire che i parlamentari restino in carica oltre il 15 settembre 2017 – data in cui scatta il diritto – non si dovrebbe votare il 10, bensì circa un mese prima.

Ricordo, infatti, che nel 2013 gli eletti al 25 febbraio furono proclamati il 15 marzo e solo quel giorno decaddero i parlamentari della precedente legislatura.

La legge, infatti, stabilisce che il nuovo Parlamento ha 20 giorni di tempo per insediarsi dopo le elezioni, 20 giorni in cui i parlamentari in carica continuano ad essere tali.

Quindi, se servono circa 20 giorni dopo il voto, per far decadere i parlamentari attuali entro il 15 settembre, bisognerebbe votare nei giorni immediatamente dopo il Ferragosto.

Già questa…ma facciamo comunque finta che si votasse per davvero il 10 settembre: il Parlamento (Camera e Senato) dovrebbe approvare la legge elettorale e disegnare i nuovi 303-306 collegi uninominali e le 26-27 circoscrizioni proporzionali del modello tedesco entro la fine di giugno. Poi, entro il 10 luglio, con 60 giorni di anticipo rispetto alle elezioni, il Presidente Mattarella dovrebbe sciogliere le Camera ed entro l’11 agosto (29 giorni prima dell’apertura delle urne) verrebbero depositati i nomi dei candidati nei collegi uninominali e delle liste proporzionali.

A quel punto partirebbe la campagna elettorale, in pratica durante il mese di agosto. Mah..questi due semplici calcoli temporali la dicono lunga non solo sulla bontà della proposta grillina, ma anche sulla loro volontà di votare per davvero in fretta una legge elettorale.

L’importante è fare propaganda.

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