Quando la percezione supera la realtà

Lug 10 2018
(0) Comments
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus

Ormai è chiaro che su diversi temi “caldi” mediaticamente, come la sicurezza e l’immigrazione in particolare, la convinzione percepita è di gran lunga diversa dalla realtà.

Il martellamento mediatico in atto da tempo induce a ritenere un fenomeno sovrastimato, “per il solo fatto che se ne parla in televisione” e su questa convinzione prevedibile è facile agire utilizzandola e cavalcandola.

In questi giorni ne abbiamo avuto una prova lampante: il presidente dell’INPS nella sua relazione annuale ha inserito che il sistema pensionistico italiano andrà in crisi senza l’apporto di nuovi lavoratori immigrati. Immediatamente, Salvini lo ha aggredito verbalmente.

Ovviamente, i dati sono oggettivi e corretti, ma è diffusa la convinzione che gli immigrati siano troppi. Eurispes ha rilevato che la maggioranza degli italiani pensa che siano tra il 16 e il 25% della popolazione totale, mentre in realtà sono l’8 per cento.

In ogni caso, Salvini non si è chiesto se i dati erano veri (frutto dell’incrocio tra struttura del nostro mercato del lavoro e dinamiche demografiche), ma ha inteso solo “interpretare” la convinzione generale.

Quindi, da una parte abbiamo l’oggettività e la richiesta a chi governa il Paese di gestirla e dall’altra c’è solo la voglia di “incontrare” le percezioni. Il problema è che le politiche conseguenti si basano sulle percezioni distorte della realtà.

L’immagine gravemente alterata della realtà prevale in vaste parti dell’opinione pubblica si annida anche in tantissimi di coloro che professano quotidianamente valori legati alla dottrina sociale della Chiesa.

La cosa non mi colpisce più di tanto, in sincerità, ma quello che mi lascia perplesso è che anche quando vengono fornite informazioni precise e affidabili, perché rilevate da documenti ufficiali, nessuno cambia idea. Altro che mondo post-ideologico, certe convinzioni si dimostrano impermeabili alla realtà.

Chiaramente, la realtà falsata incide sul consenso e per questa ragione alcuni politici preferiscono agitare il popolo più che dare loro una soluzione corrispondente alla realtà del problema.

Una politica artigianale, fatta in casa, ma che, senza vere azioni che favoriscano la realtà contro la percezione, continuerà ad incidere sulla naturale fragilità degli italiani e far commettere errori di valutazione a chi ci governa.

Commenti

Related Posts