Quante sono le imposte e i contributi da pagare?

Dopo l’insorgere della pandemia, tutti i decreti anticrisi adottati da marzo 2020 in poi hanno stabilito rinvii nei versamenti di imposte e contributi.

I Decreti “Cura Italia” (marzo) e “Rilancio” (maggio), hanno posticipato solo di qualche mese i pagamenti dovuti, mentre con il decreto “Agosto” (agosto) e i quattro Decreti “Ristori” (da ottobre in poi) le proroghe sono andate oltre il 2020.

Per i contribuenti più duramente colpiti dalla crisi economica quanto valgono i pagamenti aggiuntivi che dovranno essere effettuati quest’anno e nel 2022?

Il decreto Agosto ha previsto che le imposte sospese con i provvedimenti precedenti (“Cura Italia” e “Rilancio”) fossero pagate per metà entro il 16 settembre 2020, e per la restante metà in 24 rate mensili di pari importo a partire dal 16 gennaio 2021.

Lo stesso decreto ha rinviato al 30 aprile 2021 il versamento della seconda rata di acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP per i contribuenti forfettari e per quelli che hanno adottato gli indici sintetici di affidabilità (ISA).

Il primo decreto Ristori di ottobre ha posticipato, per diversi i datori di lavoro, i versamenti dovuti a novembre 2020 di contributi e premi di assicurazione obbligatoria. Il versamento è dovuto o in marzo 2021 o in quattro rate mensili di pari importo a partire da marzo.

Il decreto Ristori-bis ha esteso la proroga al 16 marzo 2021 anche per i versamenti di novembre dovuti per IVA, addizionali e ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilato, e ha aumentato la platea dei beneficiari del rinvio, prevedendo però che gli stessi operino in settori o zone particolarmente colpite. Anche in questo caso i pagamenti sono dovuti o in marzo o in quattro rate mensili di pari importo a partire da marzo.

Lo stesso decreto è intervenuto nuovamente a favore dei contribuenti ISA, prevedendo che il rinvio al 30 aprile 2021 sancito dal decreto Agosto per il versamento della seconda rata di acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP si applichi a tutti i contribuenti ISA senza condizioni di fatturato, a patto che gli stessi operino però in zone rosse e in specifici settori..

Il decreto Ristori-ter si è limitato a estendere le norme del secondo Ristori alle regioni entrate in zona arancione e rossa.

Il quarto decreto Ristori ha rinviato a marzo 2021 le rate dovute nel 2020 relative ai programmi di “rottamazione-ter” e “saldo e stralcio”,.

Lo stesso decreto ha rinviato a marzo 2021 (in una soluzione o in quattro rate mensili di pari importo a partire da marzo) i versamenti di dicembre riguardanti ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilato, addizionali, contributi e IVA per un’ampia platea di contribuenti più colpita dalle chiusure.

Infine, il decreto ha rinviato ad aprile 2021 il pagamento, in un’unica soluzione o in quattro rate mensili di pari importo a partire da aprile, della seconda rata di acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP a beneficio di vari soggetti più colpiti dalla crisi, non limitando l’intervento ai soli contribuenti ISA come fatto in precedenza.

Il risultato di questi provvedimenti è che le imposte e i contributi posticipati l’anno scorso  ammontano complessivamente a 14 miliardi, di cui 12,2 miliardi rinviati al 2021 e 1,8 miliardi al 2022.

Dei 12,2 miliardi posticipati al 2021, circa 11 dovranno essere versati tra marzo e giugno.

A questo ammontare che viene dal passato dovranno essere aggiunti le imposte e i contributi normalmente da versare all’erario.

Infine, nei prossimi mesi riprenderà l’attività di riscossione da parte dell’Agenzia dell’Entrate, sospesa proprio fino a fine febbraio (si tratterebbe di circa 50 milioni di cartelle esattoriali al momento sospese).

Questa sarà la prima sfida per il governo Draghi.

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