Quirinale, i giochi sono iniziati (in malo modo)

E così, in modo molto prevedibile, il centrodestra ha proposto Silvio Berlusconi alla carica di Presidente della Repubblica.

Sinceramente, lo ritengo un passo falso, probabilmente l’ennesimo. Il centrodestra è forte nel Paese, ma le ultime candidature a sindaco per le grandi città hanno già evidenziato le debolezze di una coalizione ostaggio di un modello che guarda all’indietro e che si unisce solo di fronte a certi appuntamenti per dividersi le sedie da occupare.

Il risultato, quindi, è che ogni volta prevale il bilancino dei singoli partiti e non il quadro di interesse generale. Quella proposta è la riprova.

Non credo che servano tante parole per dire che la proposta è assolutamente inutile.

Berlusconi non ha le caratteristiche per ricoprire una carica di garanzia e di rappresentanza alta delle Istituzioni, in Italia e verso l’estero, che è possibile esercitare soltanto se l’interessato è al di sopra delle parti, gode di ampia simpatia e fiducia ed ha una dirittura morale ed una convinzione istituzionale profonde.

Ma tant’è, il centrodestra lo propone comunque sapendo che sarà difficile eleggerlo per il Quirinale ed esponendosi, così, all’implosione della proposta, della loro alleanza e – ma speriamo di no – anche a rendere difficile il percorso politico da fare adesso.

Quella proposta, inoltre, affossa il clima di unità nazionale per affrontare la pandemia e altro e fa prevalere un interesse di parte. Di fatto, è anche una sfiducia chiara verso Draghi che, ovviamente, dovrà lasciare un attimo dopo la possibile elezione di Berlusconi a Capo dello Stato perché, a quel punto, non resterebbe altro che il voto anticipato.

Altrettanto è stucchevole perché mai prima d’ora il candidato di bandiera di uno dei due schieramenti era stato il leader di uno dei due e questo lascia perplessi anche sulla capacità di condurre una fase così delicata della Repubblica.

Infine, quella proposta riflette un diritto di prelazione che il centrodestra assolutamente non ha, perché se è vero che noi non abbiamo la maggioranza, questa non ce l’hanno neanche loro.

Ed è proprio questa particolare condizione che dovrebbe motivare un percorso diverso, di condivisione su ipotesi di incontro che mai Berlusconi potrà favorire.

Quale?

E’ necessario individuare una figura di alto profilo istituzionale, che rappresenti indiscutibilmente i valori dell’unità della Nazione, e quindi non di parte.

Occorre giungere rapidamente a una scelta condivisa dall’arco di forze parlamentari più ampio possibile, a partire da quelle dell’attuale maggioranza.

Al contempo, la perdurante emergenza pandemica e la necessità di attuare con puntualità il PNRR richiedono che siano comunque garantite stabilità nell’azione di governo e una conclusione ordinata, e nei tempi ordinari, della legislatura prodromica anche alla revisione della legge elettorale.

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