Referendum e legge elettorale. Un passo avanti.

Set 10 2016
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Bocciare la riforma costituzionale sarebbe un’occasione persa e Renzi faccia una mossa sulla legge elettorale.

La Riforma della Costituzione è quella sulla quale la maggioranza del Parlamento ha trovato l’intesa. Anche nell’Assemblea Costituente vi furono molte perplessità, ma prevalse lo spirito di fare un passo avanti, così come è accaduto adesso.

Ricordo il discorso del Presidente Napolitano il 22 aprile 2013 al Parlamento. Applausi da tutti i presenti sugli obiettivi chiari che aveva indicato. Da quel duro discorso nacque la mozione che venne approvata da una amplissima maggioranza il 29 maggio 2013 con la quale venne impegnato il Governo a presentare alle Camere un disegno di legge costituzionale e approvato che la riforma sarebbe stata sottoposta comunque a referendum. Qui i dettagli: http://www.camera.it/leg17/561?appro=le_iniziative_di_riforma_costituzionale_nella_xvii_legislatura.

Di fronte all’opportunità di rinnovare lo Stato e recuperare l’abnorme ritardo che ha prodotto la disgregazione attuale non è possibile assistere alla cancellazione, tra politici e tra studiosi, del lunghissimo iter di riflessioni e dei vani tentativi di riformare la seconda parte della Costituzione.

Ma davvero qualcuno crede che si potrebbe ripartire da zero e fare meglio?

Sulla legge elettorale, Renzi farebbe bene ad anticipare la decisione della Corte Costituzionale prevista per il prossimo 4 ottobre. Immagino una larga consultazione con i gruppi parlamentari con al centro la modifica dell’Italicum.

Perché cambiarla? Perché corrisponde ad un sistema politico che non c’è più. Non ci sono più due schieramenti, ma quattro e il rischio è quello che vinca il ballottaggio chi ottiene il consenso di poco più di un quarto degli italiani al primo turno. L’Italicum non regge più.

Anticipare il confronto sulla revisione della legge elettorale, indipendentemente dalla decisione della Corte Costituzionale, rasserena il clima e sgombra il campo dalle contrarietà preconcette alla costruzione delle regole che ci governeranno nei prossimi anni.

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