Rifare un collettore per il Lago di Garda è un’esigenza non più rinviabile

Dic 07 2015
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Ritengo positivo il dibattito che si sta animando sul tema e vedo consapevolezza da parte di tutti i Comuni lacustri. La forza dell’unione che ne scaturisce può portare a frutti positivi.

Per questo, il Partito Democratico non può restare insensibile e credo che debba dare una mano, come una forza di governo deve fare.

La speranza è che l’Associazione Temporanea di Scopo che i Comuni hanno costituito per perseguire l’obiettivo,sappia svolgere al meglio i propri lavori e perorare in ogni luogo la causa, soprattutto quella più importante: i finanziamenti.

Non solo di quelli si tratta. Infatti, va avviato il confronto tra il Veneto e la Lombardia in modo che siano loro a stringere un accordo di programma con la finalità di inserire l’opera in una delle prossime delibere CIPE.

Senza quel livello la partita è in salita. Non se ne parla, meglio coinvolgerle in fretta.

Il PD deve avere un ruolo. Penso che come partito che governa ci dobbiamo assumere la responsabilità in prima persona di fare di tutto per trovare i fondi necessari per il collettore.

Questo porterebbe naturalmente ad una funzione primaria del PD nell’ATS.

Serve una chiarificazione sui finanziamenti: credo che non possano essere destinati all’Associazione, sulla carta la competenza giuridica per quanto concerne la rete fognaria sarebbe dell’Ambito Territoriale Ottimale. In ogni caso, considerata la rilevanza della cifra, circa 230 milioni di euro, preferirei la costituzione di un organismo ad hoc – ad esempio sul modello fondo ODI per i finanziamenti dei Comuni di confine – e che sia quell’organismo a svolgere tutte le azioni necessarie, comprese la gestione degli appalti.

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