Il ruolo del PD a Verona

Set 14 2017
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Dopo il voto amministrativo si pone il rilevante tema del ruolo del Partito Democratico nel capoluogo. La grave sconfitta e le conseguenti dimissioni dei segretari, provinciale e cittadino, ci mettono di fronte al bivio sulle scelte da fare per i prossimi anni, sia per prospettare una città diversa sia per competere alle prossime elezioni.

Sarebbe troppo facile dire che non c’è altra scelta al nostro compito di opposizione perché questa è la funzione che ci ha delegato l’elettorato. Facile e comodo.
C’è anche chi dice che siamo un partito riformista e di governo e, quindi, che per noi fare opposizione è limitativo e, pertanto, occorre essere meno possibile oppositori.
Un nodo strategico rilevante.
Io penso che per le prospettive future – e per la sopravvivenza politica – sia doveroso fare un’opposizione radicale sui temi e presentare puntualmente una nostra proposta frutto del nostro pensiero di come vorremmo costruire il futuro di Verona.
Ciò può anche coincidere con le proposte della maggioranza, non sarebbe un problema, ma limitarsi ad aspettarle e poi rifletterle criticamente ci porrebbe in una posizione di rimando e non di rilancio.
Io sono per dettare i temi dell’agenda amministrativa e per farlo sono convinto che occorra l’impostazione ideale in questa direzione e la costruzione quotidiana di questo percorso.
La prima occasione è pronta: le Circoscrizioni sono un tassello importante per la costruzione del nostro ruolo nei prossimi anni.
In funzione strategica futura, penso che al PD veronese convenga favorire la divisione presente nel centrodestra e oggi rappresentata dai due schieramenti che si sono confrontati al ballottaggio. Inoltre, sempre nell’ottica di “contrastare “ la maggioranza, a noi conviene impedire che la parte che governa la città regga anche le Circoscrizioni.
Di conseguenza, opto sull’ipotesi di un accordo tra le minoranze.
Solo questo tipo di accordo potrebbe garantire una prospettiva “diversa” dalla maggioranza, oltre che spendibile in futuro. Un’alleanza con la maggioranza, renderebbe indistinta la nostra proposta alternativa sia in corso (come reggerebbe con la posizione del gruppo consiliare?) sia tra cinque anni.
Ci aspettano sfide importanti ed il nostro ruolo certamente deve essere orientato con la cultura di governo che ci contraddistingue, ma senza deflettere dal compito che normalmente le opposizioni devono svolgere, ovvero quello di mettere in campo giorno per giorno l’altra proposta, per favorire l’alternativa.
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