Salute, Zaia comincia a diventare pericoloso

Ott 03 2017
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Il Consiglio di Stato ha bocciato “le raccomandazioni della Regione Veneto” con le quali era stato sconsigliato ai medici che lavorano negli ospedali del Veneto l’utilizzo di alcuni farmaci oncologici regolarmente autorizzati dall’Agenzia Italiana del Farmaco.

Pochi giorni fa lo stesso Consiglip aveva bocciato la richiesta del Veneto di annullare l’obbligo di vaccinare tutti i bambini della Regione.
In entrambe le decisioni del Consiglio di Stato emerge lo stesso denominatore: non spetta alle Regioni limitare le cure e ridurre i livelli essenziali di assistenza perché questi devono essere uniformi sul territorio nazionale a garanzia del diritto alla salute sancito dalla Costituzione.
In pratica, la Regione Veneto, come non poteva decidere sui vaccini, parimenti non poteva “raccomandare” alcunché, anche se i farmaci sconsigliati sono stati valutati come meno convenienti nel rapporto costi/benefici.
Con quella decisione Zaia era intervenuto in malo modo sulle cure dei tumori condizionando i medici nella libera scelta e facendo credere ai pazienti oncologici che quei farmaci sconsigliati non fossero buoni per curarsi.
Una follia, non meno grave della scelta, poi fortunatamente bocciata, di lasciare libertà sulle vaccinazioni esponendo la comunità ai rischi di infezioni e malattie da contagio.
Visti questi due gravi errori, dico che è una fortuna che è lo Stato ad avere l’obbligo di garantire le cure e le risorse necessarie.
La sentenza del Consiglio di Stato chiarisce bene come stanno le cose: “i farmaci in questione sono stati catalogati come utilizzabili esclusivamente in ambito ospedaliero e la loro somministrazione deve intendersi come costitutiva dell’assistenza ospedaliera garantita dal Servizio Sanitario Nazionale”.
In soldoni, non spettava assolutamente alla Regione limitarne o sconsigliarne l’uso.
Vaccini e farmaci antitumorali, due decisioni che rischiavano di compromettere la salute e le cure dei veneti.
Domanda: dov’è che Zaia vuole arrivare? Perché queste decisioni che non hanno eguali in Italia e che penalizzano i veneti? Cos’è questa fregola di mettersi in mostra in campo sanitario?
Zaia lasci fare ai medici: sui vaccini, all’Istituto Superiore di Sanità e sulle cure oncologiche ai clinici che scelgono sulla base dell’efficacia, della qualità e della tollerabilità del paziente, non certo per il prezzo o per scelte politiche.

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