Salvare il finanziamento per il filobus

Per il Nuovo sistema filoviario di Verona approvato con delibera CIPE n. 28/2009, dal costo pari a 158.788.874 euro, è stato assegnato un contributo statale pari al 60% del costo dell’opera.

Il 18 settembre 2014 è stato stipulato l’atto integrativo e modificativo nr. 1 del contratto per il progetto esecutivo, lavori e fornitura veicoli.

Il Comune di Verona, con delibera n. 73/2018, ha approvato un nuovo accordo procedimentale, da sottoscrivere con il Ministero, indicando la data del 31 gennaio 2022 per l’apertura all’esercizio e termine ultimo per la messa in servizio dell’impianto, pena la revoca dei contributi.

il CIPE, con delibera del 26 aprile 2018 ha approvato la realizzazione dell’intervento del Comune rimodulato con un costo ammissibile di euro 142.752.134,22 e contributo statale rideterminato in euro 85.651.280,53.

Il 9 novembre 2020 Comune di Verona e AMT hanno inviato una nuova proposta al Ministero che prevedeva una dilatazione dei tempi e dei costi: dai 142 milioni fino ad allora previsti con contributo statale di 85 milioni, si passava a quasi 177 milioni di cui 106 a carico dello Stato. Il rincaro si giustificherebbe con alcune varianti sul percorso (sdoppiamento del percorso su Via Pisano e Viale Spolverini in Borgo Venezia e la ridefinizione del passaggio agli ex Tabacchi).

Non risulta alcuna rivisitazione del mezzo. Quello che viene previsto in questo nuovo progetto è una piccola riduzione della parte elettrificata, sia per superare le criticità lungo il percorso, sia per garantire alle batteria tempi adeguati di ricaricamento. La lunghezza dei mezzi sarebbe di 18,75 metri rispetto ai 17,94 previsti precedentemente.

Viene prospettato un nuovo bando entro fine 2021, l’aggiudicazione entro luglio 2022, la stipula del nuovo contratto entro ottobre 2022, l’inizio lavori il primo gennaio 2023 e la fine lavori il 15 aprile 2026.

Anche queste date non sono state rispettate.

Quindi, riepilogando, ad oggi non sono state rispettate nè le date proposte nel mese di novembre 2020, né quella sottoscritta del 31 gennaio 2022.

Il “termine ultimo” non rispettato potrebbe comportare il rischio di perdere il finanziamento statale di 85.651.280,53 euro?. Ad oggi non è chiaro cosa potrebbe accadere, ovvero se seguirà:

  • la revoca automatica del finanziamento deciso con la delibera 26 giugno 2009, n. 28 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 270 del 2009) e successive varianti del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica;
  • la revoca del contributo statale solo successivamente all’accertamento dei fatti eventualmente imputabili al Comune di Verona e ad  AMT;
  • soltanto l’aggiornamento della scadenza ufficialmente in essere con nuove date, ovviamente diverse da quelle proposte nel mese di novembre 2020.

Altrettanto non è chiaro se il nuovo progetto di variante del novembre 2020 sia:

  • compatibile con le precedenti decisioni prese dal Ministero e dal CIPE,
  • corrispondente con l’ipotizzata variazione del mezzo;
  • accettabile nei maggiori costi indicati e, conseguentemente, finanziabili per il 60%.

Occorre valutare la reale fattibilità dell’opera e soprattutto, profondere ogni sforzo per “salvare” il finanziamento statale.

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