Salvataggio migranti in mare, come funziona?

Ago 30 2018
(0) Comments
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus

Le domande sono legittime: ma perché vengono quasi solo in Italia? Le navi, militari e delle Organizzazioni non Governative che compiti hanno? Che cosa è la missione EuNavForMed? E il Regolamento di Dublino? “Legge del mare”, di che si tratta? Cosa sono i “movimenti secondari”?

Andiamo con ordine. Innanzitutto, le norme regolatorie.

Il Regolamento di Dublino III definisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un Paese terzo o da un apolide. In pratica, la richiesta di asilo per un migrante deve essere fatta nel primo Paese dell’Unione in cui mette piede. Contro il provvedimento finale (espulsione, foglio di via, protezione internazionale, asilo politico, ecc..), l’interessato può fare ricorso.

I “movimenti secondari” sono, invece, gli spostamenti dei richiedenti asilo tra i vari Stati dell’Ue. Secondo il Regolamento di Dublino III ogni domanda di asilo deve essere trattata da un solo Stato membro. Pertanto, per fare un esempio, un cittadino straniero che è entrato in maniera irregolare in Italia (barcone) e che poi si è recato in Germania dove ha presentato richiesta di asilo dovrebbe essere trasferito in Italia.

Qualcuno ricorderà i migranti respinti al confine con la Francia. In quel caso, come spesso ripeteva Macron, i francesi si richiamavano alle regole (non commento, è solo un dato tecnico il mio). C’è da ricordare anche la presa di posizione del Ministro dell’Interno tedesco che chiedeva il rientro in Italia e Grecia di tutti i migranti che si erano spostati in Germania. Stesso discorso.

Poi c’è la “Legge del mare”. E’ un insieme di norme e convenzioni internazionali che, oltre a definire le acque territoriali ed altro ancora, obbligano i “marinai” al salvataggio di chiunque in difficoltà in mare e di accompagnarlo al “primo porto più vicino”. Spesso si fa riferimento alla vocazione del marinaio (dovere morale), in realtà l’obbligo è anche giuridico.

La “Legge del mare” è stata sempre invocata dalle navi delle Organizzazioni non Governative che salvavano migranti, spesso anche in acque non italiane. Poiché la Libia non è un Paese sicuro, ancorché “porto più vicino”, i salvati vengono portati in Italia.

La missione europea EunavForMed Sophia è una missione militare condivisa con altri Paesi UE e comandata da un Ammiraglio della nostra Marina Militare. Lo scopo è la sicurezza e la tutela delle frontiere UE. Ovviamente, anche le navi che fanno parte della missione devono intervenire in caso di difficoltà in mare per gli obblighi imposti dal diritto internazionale, come del resto è tenuta a fare qualsiasi imbarcazione pubblica o privata che si trovi in zona utile rispetto a un’emergenza. Lo sbarco finale avviene in Italia perché per il soccorso in mare si fa rinvio al piano operativo dell’operazione Triton dell’agenzia Frontex (che prevede, appunto, che l’approdo sia nel nostro Paese).

La nave Diciotti è una nave militare italiana, specificamente della Guardia Costiera. Pertanto, è territorio italiano ovunque essa si trovi. I passeggeri a bordo, anche non italiani, sono, di fatto, già su suolo nazionale.

Per cambiare il corso delle cose, regolate – lo ribadisco – da norme e discipline internazionali – occorre necessariamente cambiare le regole.

Soprattutto il Regolamento di Dublino III per stabilire che, dopo l’accoglienza, i migranti devono essere ricollocati obbligatoriamente in Europa e solo dopo il “ricollocamento governato” sarà il Paese destinatario ad avviare le procedure per il riconoscimento.

Per quanto concerne il respingimento di coloro che non hanno diritto di restare perché non hanno i requisiti stabiliti dalle norme che il Paese e l’Europa si sono dati, le regole attuali sono già molto chiare. Occorrerebbero, però, le ingenti risorse necessarie per l’espulsione nonché un accordo dell’UE con i Paesi di origine dei migranti allontanmati.

Le proposte dell’Italia, invece, peccano di confusione strategica e regolamentare.

Salvini è alleato di coloro che impongono il veto decisivo contro la proposta dell’Italia di modifica del Regolamento di Dublino III (i paesi del Patto di Visegrad) ed il Ministro della Difesa chiede di cambiare le regole di EuNavForMed nel senso che le navi militari UE debbano essere destinate anche verso altri porti non italiani.

Entrambe posizioni destinate a far perdurare la situazione di stallo attuale. Comincio a sospettare che lo facciano apposta perché tutto resti così.

Commenti

Related Posts