Salvini è solo bravo a far credere che è capace

Mar 04 2019
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Sull’immigrazione i dati dei rimpatri sono eloquenti: da giugno a dicembre 2018, i sei mesi in cui Salvini è stato ministro, sono stati rimpatriati  3.851 irregolari.

Nello stesso periodo di tempo, nel 2017, l’allora ministro dell’Interno  Minniti aveva eseguito 3.968 rimpatri.

Quest’anno, invece, fino al 17 febbraio sono stati solo 867.

Complessivamente nel 2018, per i primi sei mesi con il Governo Gentiloni e dopo con quello grilloleghista, ci sono state 6.820 espulsioni. Nel 2017, invece, 6.514.

Rimpatri sempre uguali

Fatti i calcoli, sempre 17/18 rimpatri al giorno. Salvini non si è discostato.

Per quanto mi riguarda era già chiaro. Infatti, nel Decreto sicurezza votato a novembre scorso erano stati inseriti solo 3 milioni di euro in tre anni per i rimpatri. Una cifra irrilevante rispetto alle promesse che Salvini aveva fatto in campagna elettorale.

Il leghista mente spesso su questo tema. I rimpatri sono sempre molto inferiori alle espulsioni con foglio di via per ragioni note.

Per rimpatriare un immigrato è indispensabile che il Paese d’origine lo riconosca come suo cittadino. Se l’ambasciata del Paese in questione non emette il documento di viaggio per il rientro, non può essere rimpatriato perché quando arriva non è permesso lo sbarco.

Per fare i rimpatri servono accordi con gli Stati che devono riprendersi gli irregolari, e per riuscire a sottoscriverli normalmente bisogna dare in cambio qualcosa, oltre ad avere buone relazioni.

Gli accordi di collaborazione

Gli accordi di collaborazione sono stati firmati con il Marocco, la Tunisia, la Nigeria e l’Egitto. Essi prevedono che al fine di migliorare le competenze nei controlli di frontiera, l’Italia paga corsi di formazione alle forze di Polizia di quei Paesi, oltre ad assicurare forniture di mezzi ed equipaggiamenti.

Inoltre, benché l’accordo di riammissione con il Marocco sia stato firmato nel 1998, il Marocco non l’ha mai ratificato. Pur tuttavia, la collaborazione instaurata consente comunque alcuni rimpatri, non certamente tutti quelli stabiliti dalle Autorità italiane.

Anche con la Nigeria l’accordo fa fatica a funzionare bene a causa delle rigide procedure previste da quel paese.

Come è noto, però, una rilevantissima parte dei migranti irregolari proviene dall’Africa subsahariana, ovvero da paesi con i quali l’Italia non ha alcun accordo.

Per varie ragioni, ma soprattutto perché a quei Paesi non conviene riprendersi i propri cittadini in quanto le rimesse economiche che questi garantiscono consentono alla famiglia d’origine una vita dignitosa che, diversamente, non potrebbero avere.

La menzogna

In definitiva, Salvini ha promesso il rimpatrio di 500mila irregolari, non riesce a farne di più dei suoi predecessori e non riesce neanche a fare accordi con altri Paesi. Anzi, a causa delle sue invettive contro quei paesi con i quali è stato comunque stipulato un accordo, anche questi fanno fatica ad accettare i rimpatri forzati.

Salvini è solo bravo a far credere che è capace.

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