Salvini fugge dal giusto processo

Mar 20 2019
(0) Comments
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus

Alla fine per salvare il Governo hanno dovuto salvare Matteo Salvini dal processo. Faccio una domanda: in uno Stato di diritto esistono azioni politiche sempre e comunque lecite, che sono legittimate dai voti presi e che, quindi, possono essere sottratte al giudizio della magistratura?

Il Senato ha deciso di SI. E’ stata una decisione presa a prescindere dai fatti, in base al consenso ricevuto e comunque per ragioni altre rispetto agli accadimenti.

Le ragioni per il SI

Nel merito:

  1. La decisione investe due piani distinti, quello della libera determinazione dell’indirizzo politico dei governi e quello dello Stato di diritto, democratico e costituzionale. I Costituenti avevano trattato in modo inequivocabile questo punto. Infatti, se L’articolo 96 della Costituzione espressamente prevede che i reati commessi nell’esercizio delle funzioni dal Presidente del Consiglio o dai Ministri devono essere sottoposti alla giustizia ordinaria, può chiunque affermare che l’azione politica è esente dal giudizio? Assolutamente e convintamente, NO. Come tutti gli italiani, per i presunti illeciti c’è il giudice naturale!
  2. È noto a tutti che il diniego allo sbarco è stato impartito al di fuori del CdM, che non è stato formalizzato e che è stato compiuto con un semplice comunicato a margine di un vertice europeo. Eppure, il Presidente Conte e qualche altro ministro hanno tentato in malo modo di avallare la scelta collegiale mai avvenuta.Orbene, ma se l’articolo 95 della Costituzione prevede per i singoli ministri una responsabilità collegiale solo per gli atti decisi in consiglio, e una individuale, per quelli dei singoli dicasteri, può chiunque affermare che basti un qualsiasi avallo successivo ai fatti per cambiare lo stato delle cose? Assolutamente e convintamente, NO.
  1. Il ministro Salvini giustifica il suo diniego richiamando la norma che punisce il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato. Ma è questo il caso? Ricordo che si trattava di persone tutte controllate, identificabili e che sarebbero entrate nei programmi di accoglienza, facendo venire meno, quindi, il reato stesso al quale Salvini si appiglia.Pertanto, sebbene sia un obbligo costituzionalmente rilevante proteggere gli interessi dello Stato, quale evento immanentemente dannoso ci sarebbe stato per l’Italia se quelle persone, tutte identificate, fossero sbarcati subito? Nessuno!
  1. Suggestiva la tesi secondo la quale la politica, in questo caso dell’immigrazione, deve essere decisa dai decisori politici, dal governo, dal Parlamento e, pertanto, non dai magistrati. È troppo facile dire che ciò è vero, ma detto in un contesto giustificatorio altro non è che la promulgazione perenne di un modello istituzionale che ha eguali nelle dittature ed in quei luoghi in cui l’immunità dei decisori è sacrosanta e inconfutabile. È questo che prevede la nostra Costituzione? Assolutamente e convintamente, NO!
  2. Persuasiva la giustificazione secondo la quale l’interesse pubblico appare evidente alla luce degli atti successivamente esperiti in sede europea. Ma il divieto allo sbarco – che con questa tesi si ammette come mezzo scelto per esercitare una pressione sulle istituzioni europee e per indurle a concordare un piano di riparto degli immigrati e, quindi, il presunto sequestro di persona – diventano leciti se altri Paesi, peraltro non assoggettati ad alcun obbligo internazionale in questa vicenda, non concordano con l’indirizzo politico del governo italiano? Assolutamente e convintamente, NO!
  3. Una riflessione va fatta anche sul messaggio collegato alla decisione negativa sull’autorizzazione a procedere. È palese che la scelta avrebbe ripercussioni sulla tenuta del Governo. Ordunque, se il ministro Salvini dovesse sfuggire al processo, quale messaggio arriverebbe all’opinione pubblica? Che per il potere, i politici in carica sono pronti a superare ogni cosa, financo le leggi che loro stessi votano e che, a questo punto, sono valide solo per gli altri e non per loro.

Questo voto i danni li produrrà, in particolare in quella fascia dell’abbandono confermerà che i politici possono fare quello che vogliono. Il messaggio peggiore che una classe dirigente possa favorire.

Prima e dopo

Con questa decisione ci sarà un prima e un dopo. Il superamento non sanabile di un cardine democratico aprirebbe le porte a percorsi inesplorati con una buona dose di pericolosità sociale prima ancora che politica.

Le ripercussioni negative sul tessuto sociale e l’organizzazione democratica del nostro Paese sono troppo rilevanti e dannose rispetto agli obiettivi che hanno raggiunto con il diniego all’autorizzazione.

Perché smantellare la Repubblica insinuando criteri che nelle democrazie non esistono?

Qui il video del mio intervento in aula.

Qui potrai seguire il mio intervento in aula: https://www.vincenzodarienzo.it/media/si-allottimizzazione-a-procedere-per-il-ministro-salvini/

Commenti

Related Posts