Salvini, Putin e le spie

Lug 24 2019
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Credo che siamo nel pieno di uno scenario da guerra fredda, così come conosciuto negli anni scorsi.

Mi spiego. E’ arcinota la propensione e la volontà di Putin di ampliare la sfera di influenza in Europa (Ucraina, Crimea, ex paesi URSS), nel medio oriente (Turchia, Iran, Siria) e nel nord Africa (Libia). Non lo ha mai nascosto e gli atti lo dimostrano ampiamente.

Questa visione confligge con gli interessi degli Stati Uniti, dell’Europa – e, quindi, dell’Italia – e di tanti altri Paesi, da sempre alleati tra loro.

In questo scenario, in un albergo russo, viene intercettato un “affare” tra uomini di fiducia di Salvini con affaristi russi nell’ambito del quale vengono espressamente chiesti soldi per la Lega. Sono convinto che tutti i presenti fossero a conoscenza della cosa e che erano autorizzati a trattare anche questo aspetto.

Quindi, chi può introdurre attrezzature sofisticate in Russia, sapere di quell’incontro e agire in un albergo molto sorvegliato per via dei tanti incontri sensibili che in quel posto si tengono? Secondo me, parliamo di livelli di intelligence di elevatissimo spessore.

Perché? Perché in più occasioni Salvini ha agito a favore di Putin e con il suo partito ha sottoscritto un protocollo di intesa per collaborare insieme. Sono note le sinergie tra la Russia e le posizioni anti UE di Salvini, funzionali al disegno madre di Putin. In più, la Lega è al governo e può influenzare le dinamiche.

La presenza di Savoini negli incontri istituzionali più elevati testimonia la fiducia di Salvini nei suoi confronti. Per i dettagli su questo, vi rimando al mio articolo https://www.vincenzodarienzo.it/i-rubli-dalla-russia-salvini-spieghi/.

Se il mio ragionamento è corretto, “quel servizio segreto” ha lanciato il messaggio: rendere noti i fatti per avvertire (intimorire?) Salvini per il futuro sul contrastato rapporto con la Russia, alternativo agli interessi dell’asse atlantico e dell’UE.

Non serve sapere se la Lega abbia preso o no i rubli, penso comunque di no, ma la notizia è senz’altro servita per far capire a chiunque che l’attenzione è alta in un momento storico in cui la guerra fredda è sotterranea.

Ma, mi chiedo, “quel servizio segreto” vuole le elezioni? Secondo me, no, perché con quelle ci sarebbe il rischio che Salvini possa diventare Presidente del Consiglio. Uno scenario peggiore di adesso.

Dunque, il  messaggio è arrivato a destinazione e a nulla servono le patetiche giustificazioni di Berlusconi e company, imbarazzanti e comiche. Nel momento in cui B. dice che Putin gli ha confermato che la Lega non ha ricevuto soldi, stupidamente lo tira dentro la partita dandogli un ruolo che finora non era emerso.

Come può reagire Salvini? Come sta facendo, minacciare le elezioni perché è l’unico spauracchio che può agitare “contro” il messaggio.  Chiederle non significa volerle per davvero. Anche perché nessuno sa quanto altro materiale può essere ancora consegnato pubblicamente.

Le mie deduzioni derivano dalla lettura attenta di varie opinioni e delle valutazioni di scenario internazionale che molti esperti fanno da mesi.

Il dinamismo leghista sui vari temi, non da ultimo l’autonomia differenziata, va inquadrato nella medesima direzione….oppure, con un “sano” retropensiero, si potrebbe anche sospettare che altri leghisti di livello abbiano capito la difficoltà di prospettiva di Salvini e stiano alzando la voce per “spostarlo” in altra collocazione e posizionare un altro al suo posto, magari più incline all’alleanza con Berlusconi (Giorgetti).

Potrebbe essere? Chissà.

Leggere i fatti solo con sguardo “nazionale” non ne consente la completa interpretazione.

C’è un ulteriore risvolto da valutare. In questo frangente, e lo stiamo vedendo con chiarezza, anche i 5S si sono dimostrati dalla parte giusta e, quindi, ritengo abbiano maturato una certa credibilità in ambienti amici dell’Italia.

 

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