Saviano e la destra reazionaria di Verona

La triste vicenda che si è conclusa con il ritiro della cittadinanza onoraria di Verona a Roberto Saviano è l’ennesima prova che Verona è governata da una destra retriva e reazionaria.

La colpa dello scrittore, uno dei paladini della lotta alla criminalità organizzata, è quella di aver criticato le proposte della Lega e di Matteo Salvini.

Ciò che in democrazia è un valore, la pluralità di idee ed il dissenso, qui a Verona diventa ragione di colpevolezza (di lesa maestà?) e sinonimo di ludibrio pubblico.

Il fatto, quindi, non rileva per la caratura dell’interessato, bensì per i valori che hanno motivato prima la proposta e poi la decisione del Consiglio comunale, ovvero l’organo più rappresentativo della volontà popolare.

Innanzitutto, “punire” qualcuno perché esprime la propria opinione è segno di una mentalità oppressiva e totalitaria, in linea con le peggiori e nefaste esperienze storiche già vissute in Italia e alle quali diversi soggetti presenti in Consiglio comunale fanno riferimento addirittura con orgoglio.

Posso ragionevolmente affermare che questa decisione ricalca fedelmente la loro adesione ideale ai comportamenti dei regimi che annientavano, anche con il sangue, il dissenso.

In secondo luogo rileva l’assolutismo culturale dimostrato, ovvero quello di ritenere che la verità è solo quella che dico io o le persone a me gradite (per varie ragioni, in questo caso, politiche). E’ la cartina di tornasole di un contorto modo di intendere la vita ed i rapporti umani.

E che dire del fatto che la decisione nega la pluralità delle opinioni presenti nella società veronese (per fortuna) arrogandosi il diritto di scegliere i bravi ed i cattivi cittadini?

In passato, i medesimi consiglieri hanno agito contro i diritti di chi ha un orientamento sessuale diverso dal loro e contro i diritti del libero mercato delle persone di religione diversa dalla loro.

Ecco il punto: nelle loro elucubrazioni reazionarie e assolutiste, si spingono fino a negare e contrastare i diritti delle persone. In questo caso, il diritto di Saviano di dire quello che pensa, come chiunque.

Queste persone sono un orpello per l’evoluzione culturale della città ed un vero ostacolo alla crescita e allo sviluppo sociale.

C’è differenza tra chi propone certe cose, chi le sostiene apertamente e chi semplicemente le vota?

Sono orientato a dire di si, ma giunti ormai all’ennesima scelta di questo tipo, comincio a sospettare che le differenze siano così minime da non essere più percepite.

Verona non può permettersi una classe dirigente simile. Questi ci riportano ai tempi bui del MedioEvo.

Commenti

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *