Scuola, il precariato è finito, quasi.

Set 27 2017
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La legge 107 del 2015, meglio conosciuta come “Buona Scuola”, è in vigore da due anni. il suo obiettivo è stato quello di tornare ad investire sulla scuola ed è innegabile che questo sia stato fatto.

Mi riferisco in particolare alle assunzioni di nuovi insegnanti. Ormai nella scuola prevaleva il precariato. Migliaia di insegnanti che esercitavano con la spada di Damocle: ogni anno dovevano essere riconfermati.
Una situazione che spesso creava disagi e interruzioni nell’insegnamento.
I dati sono chiari: oltre 170.00 insegnanti assunti in due anni, la più consistente assunzione di personale statale che sia mai stata fatta (circa 90.000 docenti assunti dall’anno scolastico 2015-16, per il 2016-17 gli assunti sono stati circa 30.000, mentre per il 2017-18 il numero ha raggiunto 51.000).
A questo si aggiunge lo stanziamento di 680 milioni all’anno per l’aggiornamento e la formazione in servizio del corpo docenti (compresa la Carta del docente, 500 euro annui per consumi culturali e digitali) e per il riconoscimento del merito tramite i comitati di valutazione.
Certo, i problemi non sono mancati e, purtroppo, non mancheranno, ma per quanto concerne la stabilizzazione degli insegnanti lo scopo è stato raggiunto.
Questa forte immissione di professori a tutti i livelli, dalle primarie alla scuola secondaria, ha abbassato di molto l’età media grazie alla presenza di tantissimi giovani laureati.
Normalmente, il valore medio di assunzioni prima del 2015 era di 24.000 circa all’anno.
Addirittura siamo nelle condizioni che le assunzioni per questo anno scolastico sono riuscite a coprire solo la metà dei posti a disposizione perchè alcune graduatorie ad esaurimento (GAE) e di merito (GM) erano già esaurite, tant’è che anche in questi giorni molti istituti scolastici sono alla caccia di supplenti per coprire le cattedre ancora vuote.
L’anno prossimo ci saranno altri due percorsi concorsuali: uno riguarderà i dirigenti scolastici e l’altro ulteriori nuovi insegnanti che verranno immessi in ruolo.

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