Siria, bombardamento, ma anche politica

Come prima reazione, lo dico senza nessuna remora: il bombardamento americano sulla base aerea siriana dalla quale sono partiti gli attacchi con armi chimiche è motivato dal grave errore che ripete quello già commesso da quel Paese tre anni fa contro i curdi iracheni.

Di fronte ad un crimine di guerra non si può restare in silenzio ad osservare perché si rischia di far passare un certo senso di impunità e bene hanno fatto tanti Paesi UE, Italia compresa, a dichiararsi favorevoli all’attacco americano.

Non indignarsi significa fare finta che l’ultimo attacco chimico contro una zona controllata dai ribelli siriani non ci sia stato o che chiudiamo gli occhi per non vedere.

Detto questo, ovvero che la punizione è motivata, purtroppo il bombardamento apre questioni politiche complesse e non tutte positive.

Innanzitutto sono stati compromessi i rapporti fiduciari con la Russia. Non escludo che il dittatore siriano abbia agito di nuovo – lo aveva già fatto – perché indotto a ritenersi immune grazie alla sostanziale copertura che Putin gli sta concedendo in ogni consesso internazionale. Una spalla forte come la Russia certamente riequilibra la potenza USA e la sua influenza nell’area mediorientale. Ma la Russia deve comprendere che il suo favore non può trasformarsi in immunità per qualcuno e che quelle coperture potrebbero infangare lo stesso nome di Putin che, a quel punto, diventerebbe complice di queste atrocità.

C’è poi la secolare contrapposizione sunniti/sciiti, sempre sullo sfondo e sempre foriera di guerre e divisioni.

Il bombardamento USA ha unito gli sciiti – Iran, potere siriano e governo iracheno – ed ha ulteriormente alimentato la contrarietà sunnita, Arabia Saudita in primis. L’instabilità che si è determinata è evidente e davvero non si comprende in che modo quei Paesi che dovrebbero collaborare tra loro per una soluzione possano farlo.

L’attacco americano potrebbe essere utilizzato da Siria e Iran per proseguire nelle loro azioni allo scopo di provocare la Casa Bianca in un modo o nell’altro.

Sono tutte questioni che un’azione armata non può risolvere, perché è un conflitto nel quale si mischiano vari elementi

Nessun rimpianto sul bombardamento, ma adesso tocca alla politica ed alla mediazione, o niente si risolverà.

 

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