Sospeso il cashback, perchè.

Come è noto il programma “Cashback” consisteva nel rimborso in denaro in favore delle persone che, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, effettuavano acquisti mediante l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici presso soggetti che svolgono attività di vendita di beni e di prestazione di servizi.

Tra gli obiettivi c’erano anche la lotta all’evasione fiscale e dare risposta alle raccomandazioni della Commissione Europea di promuovere nel nostro Paese la digitalizzazione e la modernizzazione delle modalità di pagamento nonché un più diffuso utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici da parte dei cittadini.

Il programma, però, è stato sospeso per sei mesi, a partire dal 1° luglio.

Il cashback è stato per il momento bloccato perché è stato utilizzato soprattutto da famiglie ed in aree del Paese in condizioni economiche migliori. In pratica, i dati di consuntivo dopo sei mesi dall’introduzione, certificano che la maggiore concentrazione dell’utilizzo delle carte di pagamento si registra al Nord e, più in generale delle grandi città, con un capofamiglia di età inferiore a 65 anni, un reddito medio-alto e una condizione diversa da quella di operaio o disoccupato.

Chiaramente, saranno questi a beneficiare anche dei bonus e dei superbonus collegati.

I dati, quindi, hanno evidenziato una sperequazione tra i redditi, che favorisce le famiglie più ricche, con una propensione al consumo presumibilmente più bassa, tale da determinare un effetto sul PIL non sufficientemente significativo a fronte del costo della misura.

Inoltre, non è stata rilevata una maggiore propensione all’utilizzo dei pagamenti elettronici, ovviamente perché nelle aree geografiche interessate l’utilizzo delle carte è già numeroso. Questo significa che la maggior parte delle persone potrebbe ricevere i bonus anche senza intensificare l’uso delle carte.

Le transazioni che hanno raggiunto l’obiettivo previsto per l’erogazione del rimborso (50 transazioni nel primo semestre) rappresentano solo il 50% delle transazioni totali rilevate e circa il 40% dei beneficiari ha comunque effettuato un numero di transazioni tale da far ritenere che si tratti di persone già abituate all’uso della moneta elettronica.

Di contro, è stato anche rilevato che chi è privo di carte o attualmente le usa per un ammontare inferiore al plafond possa effettivamente raggiungerlo, perché la maggior parte di loro non può spendere quelle cifre.

I dati sono impietosi: le famiglie meno abbienti dovrebbero aumentare la loro spesa con carte di quasi il 40 per cento, mentre quelle più abbienti solo dell’1 per cento.

L’analisi a consuntivo ha fatto emergere il carattere regressivo del programma che è stato sospeso fino al primo gennaio 2022.

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