Strade, il fallimento del federalismo leghista

Ott 24 2019
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Dopo anni di abbandono, incuria e mancati investimenti, il Veneto “ripassa” alcune strade regionali alla gestione statale di ANAS. Fallita la pretesa federalista della Lega.

Anni fa lo Stato in una fase di devoluzione delle competenze alle Regioni, ai tempi della forte richiesta di decentramento dei poteri, assegnò in gestione a questi Enti migliaia di chilometri di strade statali.

Tante furono assegnate al Veneto e per la provincia di Verona furono trasferite numerose statali, tra le quali quella che va da Valeggio a Malcesine (SR249), la strada da Peschiera a S. Bonifacio (SR11), quella che attraversa la pianura veronese (SR10), la strada regionale 62 “Grezzanella” che da Verona va oltre Villafranca. Restarono allo Stato solo la Statale 12 e la SS 434 Transpolesana.

Verso la fine del 2016, ai tempi del Governo del centrosinistra, emerse il problema: le Regioni non facevano gli interventi necessari per manutenere e sviluppare molte strade.

L’allora ministro Delrio, quindi, avviò il Piano “Rientro Strade”, ovvero la ripresa in capo allo Stato delle strade regionali (ex statali) che le Regioni intendevano restituire. Gli obiettivi principali erano e restano la necessità di manutenere le strade, di realizzare varianti e quello di garantire la continuità territoriale degli itinerari che attraversano le varie regioni, evitando la frammentazione delle competenze nella gestione delle strade e dei trasporti.

Con il piano “Rientro Strade” sono state trasferite dal Veneto ad Anas circa 800 km di strade.

L’iter ufficiale è iniziato nel giugno del 2017, ma nell’agosto dello stesso anno nell’intesa sancita dalla Conferenza Unificata Stato – Regioni per la revisione delle reti mancava il Veneto.

Questa assenza ha pesato. Infatti, per le strade che nel corso del 2018 sono rientrate nella gestione di Anas è stato previsto un investimento di oltre un miliardo di euro per interventi di manutenzione finalizzati alla messa in sicurezza e alla riqualificazione.

Le strade del Veneto sono state riprese in un momento successivo. In merito il Parlamento ha fornito il suo parere a luglio, la procedura si è fermata perché la Lega ha fatto cadere il Governo e adesso il Presidente del Consiglio dei Ministri dovrà firmare il decreto conclusivo.

Emergono alcuni spunti critici.

Innanzitutto, il fallimento dell’ideologia federalista della Lega. A fronte di competenze assegnate il Veneto non è stato in grado di sviluppare alcunché. Le condizioni delle strade citate sono sotto gli occhi di tutti. Da anni si parla di varianti per snellire il traffico – in particolare nei centri abitati lungo la SR11, la SR10 e la SR62. Altrettanto da anni si parla di collegamenti viari tra la SR450 Affi/Castelnuovo con la SR 269 Gardesana (Peschiera-Malcesine) – ma nulla è stato fatto.

Anzi, è forte il sospetto che il Veneto abbia fermato ogni investimento consapevole che prima o poi alcune strade sarebbero state trasferite ad ANAS. Ciò ha peggiorato la qualità delle strade interessate.

Quindi, alcuni pezzi di strade regionali passeranno ad ANAS. Tra queste la variante alla SR 62 (Grezzanella), la variante di Legnago sulla SR10, la variante alla SR 11 da Peschiera a Castelnuovo e la variante di Isola della Scala (SS12). In pratica, lo sviluppo delle strade assegnate a suo tempo in gestione.

Tante promesse sul territorio, ma al momento del “vedo” l’unica cosa che la Lega ha saputo fare è restituire le competenze.

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