Superare la disparità tra i papà dipendenti privati e pubblici.

Sia corretta la disparità esistente tra i papà dipendenti pubblici rispetto a quelli dipendenti privati sul congedo parentale.

In merito, ho presentato un’interrogazione al Ministro Brunetta sottoscritta da altri 17 senatori.

E’ dal 2012 che il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente vale solo per quelli del settore privato.

Il provvedimento autorizzativo, legge 28 giugno 2012, n. 92, è stato sempre prorogato con successivi provvedimenti, anche elevandone da sette a dieci giorni la durata.

Tale congedo, però, attualmente si applica solo ai papà dipendenti privati, mancando per quelli dipendenti pubblici il relativo provvedimento attuativo previsto dalla norma medesima.

Il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, era stato autorizzato, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, di individuare e definire, anche mediante iniziative normative, gli ambiti, le modalità e i tempi di armonizzazione della disciplina relativa ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.

Da allora, più nulla, nonostante il legislatore sia intervenuto aumentando, di volta in volta, il numero di giorni destinati al congedo obbligatorio di paternità – previsto inizialmente, in via sperimentale, per gli anni 2013, 2014 e 2015 – e mai estendendo la fruizione di tale misura ai papà lavoratori del pubblico impiego.

E’ un’ingiustificata disparità di trattamento poiché le tutele connesse alla genitorialità non possono essere subordinate alla natura, pubblica o privata, del datore di lavoro.

Eppure, la direttiva europea 2019/1158 relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza si pone l’obiettivo di conseguire la parità tra uomini e donne per quanto riguarda le opportunità sul mercato del lavoro e il trattamento sul lavoro, per agevolare la conciliazione tra lavoro e vita familiare per i lavoratori che sono genitori o i prestatori di assistenza.

A tal proposito, quindi, obbliga gli Stati membri ad adottare misure necessarie per garantire al padre il diritto a un congedo di paternità di dieci giorni lavorativi, senza distinzioni tra i lavoratori.

Al Ministro ho chiesto di intervenire, seppur tardivamente, al fine di estendere il congedo di paternità ai dipendenti pubblici, eliminando così una palese disparità di trattamento tra padri dipendenti privati e padri dipendenti pubblici.

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